SEZIONE G

G 198 b AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE di tutta la porzione distale dell organo; i frutti marciscono, trasformandosi, dopo qualche tempo, in mummie . Su tutti gli organi colpiti, e sui frutti in particolare, il patogeno differenzia abbondantissime fruttificazioni conidiche, sotto forma di piccoli cuscinetti (di colore grigiastro per M. laxa e M. fructicola, nocciola per M. fructigena), talvolta disposti in circoli concentrici nel caso di M. fructigena. Durante l inverno il patogeno si conserva nelle mummie e nei cancri per mezzo del micelio e nelle aree più miti anche come conidi. Delle diverse specie M. laxa può colpire tutti gli organi, mentre M. fructigena e M. fructicola attaccano principalmente i frutti. I patogeni compiono normalmente l intero ciclo nella forma agamica. DIFESA: è innanzitutto importante mettere in atto misure preventive: eliminazione delle mummie e dei rami infetti, trattamenti al bruno con fungicidi (es. rame, polisolfuro di calcio, prodotti organici), concimazioni equilibrate, potature verdi, irrigazioni localizzate. Nelle situazioni a rischio sono inoltre opportuni interventi con fungicidi (es. triazoli, pyraclostrobin 1 boscalid, cyprodinil 1 fludioxonil, fenpyrazamine, fluopyram, trifloxystrobin 1 tebuconazole, bicarbonato di potassio) in corrispondenza della fioritura ed eventualmente in pre-raccolta. Nerume* (tel.Venturia carpophila, an. Cladosporium carpophilum; Asc.). Colpisce la maggior parte delle drupacee, attaccando principalmente i frutti, su cui si manifestano macchie rotondeggianti di colore verde-olivastro, che possono confluire in chiazze scure (®Pesco). DIFESA: la malattia può essere contenuta con applicazioni di zolfo o rameici a partire dalla scamiciatura. Oidio* (tel. Podosphaera tridactyla, an. Oidium passerinii; Asc.). Colpisce le foglie, i giovani rametti e i frutti, sui quali compaiono i sintomi tipici degli oidi: efflorescenze biancastre costitute dagli elementi vegeto-riproduttivi del patogeno, in corrispodenza delle quali si possono osservare tacche necrotiche sui frutti e arrossamenti sulle foglie. I sintomi si manifestano prima sui frutti e in seguito sulle foglie, che possono anche cadere anticipatamente. Sulle stesse in autunno si possono sviluppare le fruttificazioni sessuate (cleistoteci). DIFESA: la difesa specifica è opportuna solo nelle aree dove la malattia si manifesta regolarmente e prevede applicazioni di antioidici (es. zolfo, triazoli, bupirimate, fluopyram) a partire da fine fioritura per la protezione dei frutti ed eventualmente ulteriori interventi nel corso della stagione, in relazione all evoluzione degli attacchi. Ruggine* (Tranzschelia pruni-spinosae; Bas.). La malattia interessa tutte le drupacee limitando generalmente la sua dannosità alle foglie a fine estate. Questa ruggine eteroica provoca sulla pagina fogliare inferiore la comparsa di pustole polverulente rossobrunastre corrispondenti agli uredosori e teleutosori (®Susino). DIFESA: di norma su albicocco non sono necessari interventi specifici. Cancro batterico* (Xanthomonas arboricola pv. pruni; Gracilicutes) (®Pesco). Deperimento batterico** (Pseudomonas syringae pv. morsprunorum e pv. syringae, P. viridiflava; Gracilicutes). Si manifesta con il più o meno repentino disseccamento di intere branche, nella cui parte prossimale si sviluppano cancri corticali. Questi si presentano come aree depresse, screpolate, di forma allungata, con lenticellosi e produzione di essudato gommoso e in loro corrispondenza i tessuti della corteccia e del cambio sono imbruniti. Quando il cancro interessa la base del tronco si può avere l avvizzimento dell intera pianta. Nelle parti sottostanti i cancri si sviluppano spesso nuovi germogli e anche a livello del portinnesto si ha la produzione di succhioni. Gli agenti della malattia sono batteri, in grado di moltiplicarsi in fase epifita a temperature G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 198 5/30/18 9:06 AM r g s c d p c a ( T d g to Il g q lu c p 4 in r lo im ftpl G L p n c g c p il d n s q m c il Il è s z in d n

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini