6. Gasteropodi

G 20 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Nella classe dei Diplopodi il primo segmento del tronco è sprovvisto di arti; i tre successivi ne portano un paio ciascuno, mentre i restanti hanno due paia di arti ciascuno. All ordine Juliforma appartengono i volgari Juli, il cui corpo consta di oltre 30 segmenti, nel quale troviamo Blaniulus guttulatus (blaniulo macchiettato), dannoso ai semi in germinazione, a bulbi, patate, asparagi, fragole, ecc., nonché Julus linguifer, entrambi viventi nei terreni ricchi di humus e umidi. G.1 6. Gasteropodi Questa classe, appartenente al phylum Mollusca, comprende molluschi con massa viscerale asimmetrica, avvolta a spirale in seguito alla torsione dei visceri, con capo distinto e piede largo e appiattito. Nella classe Gastropoda Polmonati e all ordine Pulmonata afferiscono specie provviste di due paia di tentacoli retrattili entro il capo (un paio inferiore, di minore lunghezza, con sensibilità tattile e olfattoria, il secondo portante alla sommità gli occhi). La bocca è fornita di un mammellone muscoloso (lingua) rivestito da una lamina chitinosa (radula) che presenta numerosi dentelli. Sul lato destro posteriore del corpo si apre l orifizio genitale e sempre sul medesimo lato è presente l orifizio polmonare, dietro al quale è posizionato quello anale. I polmonati sono forniti di una sola gonade ermafrodita che matura, in distretti diversi, spermatozoi e uova, e i cui dotti maschili e femminili si aprono all esterno in un unico orifizio genitale. Ermafroditi insufficienti, nell accoppiamento si iniettano gli spermi attraverso una formazione calcarea stilettiforme. Le uova vengono deposte in gruppi entro buche scavate nel terreno. Alcune specie dell infraordine Stylommatophora hanno un ampia conchiglia (chiocciole), in altre è invece assai ridotta o addirittura assente (limacce). Delle prime fanno parte Helix pomatia, Helix aspersa, Theba pisana, Theba carthusiana Canthareus aperta, Helicella umbilicaris, Helicella variabilis, Helicella conspurcata, Cochlicella ventricosa. Le limacce sono essenzialmente rappresentate da Tandonia budapestensis, Deroceras reticulatum (limaccia grigia), Arion hortensis (limaccia orticola) e Arion rufus (limaccia rossa). Chiocciole e limacce compiono danni soprattutto sulle piante ortive da foglia (ma anche su quelle da frutto come melanzana, cardo, carciofo, ecc.), nonché sui frutti del pesco e delle foglie di ornamentali (Ruscus, Aspidistra). Le limacce attaccano perfino i cereali, compresi i loro semi in germinazione. L attività dei gasteropodi si svolge soprattutto durante periodi con piogge e rugiade che, mantenendo bagnata la vegetazione delle piante per svariate ore della giornata, favoriscono i loro spostamenti e l attività trofica. G.1 7. Uccelli Questi volatili sono in grado di asportare i semi dal terreno, danneggiare i fiori, recidere germogli, rovinare i frutti. Il Piccione (Columba palumbus) asporta di norma i semi appena messi a dimora; il Passero (Passer domesticus italiae) becca i fiori asportandone ampie parti, causando danni soprattutto sulle piante in fiore di pesco vicine ad abitati; la Gazza (Pica pica) devasta i frutti sia con il becco sia con le unghie; lo Storno (Sturnus vulgaris) si muove con masse numerose di individui compiendo incursioni nei vigneti per divorare gli acini dei grappoli maturi di uva. G01_1_Fitopatologia.indd 20 15/06/18 09:23 G.1 8 C c L ( a m a s s m n m n s a a n c p n a l L c c p V d ti a b fo c c v d c v d d

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini