SEZIONE G

G 202 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cocciniglia delle camelie* (Parlatoria camelliae; Rinc. Diasp.). Caratterizzata da fem- P mine rosso-vinose con scudetto di forma ovale color grigio-nocciola, infesta la pagina fogliare superiore. Sverna come femmina matura, ovidepone in maggio e le nascite delle neanidi della prima generazione avvengono a fine maggio o più precocemente nelle regioni più calde. Compie 2-3 generazioni all anno. DIFESA: intervento con olio bianco estivo alla nascita delle neanidi. c s d p c T Cocciniglia farinosa* (Planococcus citri; Rinc. Pseud.). Presenta il corpo rivestito di cera farinosa e fornito di 36 raggi cerosi periferici, dei quali quelli della coppia caudale sono lunghi non più del doppio degli altri 34. Infesta le foglie, ma gli attacchi sono sporadici. ®Limone per i caratteri morfologici e la biologia. DIFESA: intervento con thiamethoxam alla comparsa delle infestazioni. Cocciniglia rossa-forte* (Aonidiella aurantii; Rinc. Diasp.). Infesta la pagina superio- c p b f re delle foglie. riconoscibile per il follicolo femminile circolare (2 mm di diametro), semitrasparente, color nocciola o giallo terreo. Il corpo della femmina è invece giallo e diviene fortemente reniforme al termine dell ovodeposizione. Compie 4 generazioni all anno, con nascite concentrate in maggio-giugno, in agosto-settembre e in ottobrenovembre, e sverna in qualsiasi stadio. DIFESA: intervento in gennaio-febbraio con olio bianco o in occasione delle nascite estive impiegando clorpirifos-methyl, olio bianco attivato con questo fosforganico. e fe to c V o q d g p g a c n p L a n A o q bile per gli scudetti subcircolari (1,5-2 mm di diametro), di colore nocciola, fortemente convessi in corrispondenza delle spoglie esuviali, infesta le foglie formando talora masse crostose. Ovipara e partenogenetica, nei nostri ambienti compie in genere un paio di generazioni con accavallamento dei diversi stadi. DIFESA: intervento con olio bianco o con clorpirifos-methyl alla nascita delle neanidi. Iceria** (Icerya purchasi; Rinc. Monofl.). ben riconoscibile per il suo vistoso ovisac- co bianco candido, percorso da carene longitudinali. ®Arancio per il comportamento biologico. DIFESA: intervento con olio bianco alla nascita delle neanidi. Metcalfa* (Metcalfa pruinosa; Rinc. Flat.). Infesta la pagina inferiore delle foglie e la sua melata imbratta la vegetazione e le cose sottostanti le piante. ®Robinia per i caratteri morfologici e la biologia. DIFESA: eventuale intervento con etofenprox. Parlatoria dell olivo* (Parlatoria oleae; Rinc. Diasp.). Infesta le foglie causando ingial- limenti del lembo. ®Olivo per i caratteri distintivi e la biologia. DIFESA: intervento con olio bianco eventualmente in miscela con clorpirifos-methyl, alla nascita delle neanidi. Psilla*** (Lauritrioza alacris; Rinc. Trioz.). Attacca le giovani foglie causando l arrotola- mento di una porzione del margine fogliare, con conseguente comparsa di una pseudogalla di colore crema i cui tessuti finiscono poi per disseccare. Trascorre l inverno con adulti riparati in mezzo alla vegetazione dell alloro o di altre piante circostanti. Compie 4-5 generazioni all anno con cicli di sviluppo di circa un mese. DIFESA: contenimento del rigoglio vegetativo e dell emissione continua di nuove foglie riducendo gli apporti azotati e le irrigazioni e intervento al momento delle nascite delle neanidi con olio bianco estivo. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 202 5/30/18 9:06 AM s O Emiberlesia gobba delle ornamentali* (Hemiberlesia rapax; Rinc. Diasp.). Riconosci- Pinnaspide* (Pinnaspis buxi; Rinc. Diasp.). Caratterizzata da un follicolo allungato, mitiliforme, di colore giallo chiaro, grigio o brunastro, infesta la pagina delle foglie. ®Anturio per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento a nascita neanidi con buprofezin. M i C r lu g th C P q c to

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini