Anice

A Anice (Pimpinella anisum) G 205 li o e ei n fogliari e dei peduncoli fiorali, ingiallimento vegetativo. Il quadro sintomatologico ricorda quello di infezioni da virus. La malattia compare inizialmente su piante isolate o su piccoli gruppi e la diffusione delle infezioni avviene con l irrigazione per aspersione e con la raccolta dei fiori. Il fungo si conserva nel terreno, sui resti dei rizomi di piante infette. DIFESA: impiego di rizomi sani o conciati con fungicidi; adeguate densità d impianto; distruzione delle piante colpite; intervento con sali di rame alla comparsa di piante sintomatiche. a I e n Carbone (Urocystis anemones, syn. Tuburcinia anemones; Bas.). Su steli, piccioli e foglie forma pustole prominenti, con bordo rosso o bruno-violaceo, che liberano una polvere nerastra costituita da una miriade di spore destinate a sviluppare nuove infezioni. DIFESA: utilizzo di rizomi sani. Ruggine** (Tranzschelia pruni-spinosae; Bas.). Causa la comparsa di punteggiature gial- oseo o, a lastre sulla pagina superiore, mentre su quella inferiore forma pustole gialle (ecidi) che liberano ecidiospore destinate a sviluppare nuove infezioni. Le foglie colpite si deformano e si decolorano, comprese quelle di nuova formazione. La ruggine è eteroica e svolge parte del ciclo sui Prunus, sulle cui foglie sviluppa pustole rugginose che liberano spore (uredospore in un primo tempo e successivamente teleutospore svernanti). In primavera le teleutospore germinano originando un basidio, le cui basidiospore sviluppano infezioni sugli anemoni. DIFESA: eliminazione delle piante colpite; interventi con triazoli. ao si li fit Virescenza* (Candidatus Phytoplasma asteris; Mollicutes). I sintomi sono rappresen- o mti n e. e, a. re ul oo mi olli e; ali G tati da una marcata alterazione dei fiori sotto forma di inverdimento dei petali e polipetalia. Caratteristiche epidemiologiche del fitoplasma e DIFESA: ®Giallume dell astro. Dal momento che il fitoplasma, oltre che per insetti, si trasmette anche con la propagazione agamica di piante infette, per la propagazione dovrà essere usato materiale sano. v Maculatura clorotica* (Cucumber mosaic virus 5 CMV, gen. Cucumovirus). Si eviden- zia con una debole clorosi o maculatura clorotica della lamina fogliare accompagnata da una sottile striatura o variegatura dei petali, particolarmente visibile nelle cultivar con fiori rossi o blu. Le foglie possono essere deformate e interessate da aree necrotiche che si estendono anche allo stelo. Modalità di trasmissione di CMV e DIFESA: ®Mosaico del cetriolo. Maculatura necrotica** (Impatiens necrotic spot virus 5 INSV, gen. Tospovirus; To- mato spotted wilt virus 5 TSWV, gen. Tospovirus). I due virus hanno caratteristiche epidemiologiche e inducono sintomi uguali sotto forma di aree di colore giallo chiaro o necrotiche sulle foglie, necrosi sui peduncoli fogliari e dei fiori, malformazioni e decolorazioni dei petali, morte prematura delle piante. Trasmissione dei due virus in natura e DIFESA: ®Avvizzimento maculato del pomodoro. Sull anemone sono state riscontrate altre infezioni, di cui le più importanti sono: virus del mosaico della rapa (v) e virus del mosaico dell erba medica (v). Anice (Pimpinella anisum) i Depressarie** (Depressaria libanotidella, Depressaria depressella; Lepid. Depress.). Le larve minano inizialmente il fusto e le ramificazioni per poi attaccare le infiorescenze, unendo gli elementi fiorali con trame sericee. Esse si incrisalidano in maggio-giugno sulla pianta e nel terreno per dare gli adulti in luglio. DIFESA: non necessaria. Depressaria delle ombrellifere coltivate*** (Depressaria daucella; Lepid. Depress.). La larva è olivacea più o meno scura al dorso e giallastra al ventre, con doppia linea di G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 205 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini