Anturio

G 206 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE tubercoli scuri, con capo, pronoto e placca anale neri. Durante le prime tre età mina il fusto e nella IV età divora gli elementi fiorali delle ombrelle. L adulto (25 mm di apertura alare) ha ali anteriori bruno-grigiastre con riflessi rossastri e presenta linee longitudinali brune, spesso interrotte. Compie una generazione all anno e sverna con femmine fecondate, riparate in luoghi diversi, destinate ad ovideporre sullo stelo o alla base delle foglie in marzo aprile. Le larve mature si incrisalidano entro il fusto i in luoghi disparati e i nuovi adulti volano dal mese di giugno in poi. DIFESA: eventuale intervento contro le larve in attività sulle ombrelle con l impiego di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Macaone* (Papilio machaon; Lepid. Papil.). Le larve (lunghe a maturità 50 mm, verdi con linee trasversali nerastre, alternativamente interrotte da punti rossi) divorano la vegetazione. L adulto (75 mm di apertura alare) ha ali gialle con macchie brune e una fascia esterna trasversale bluastra che interessa anche le ali posteriori. Su queste ultime è presente una macchia ocellata rossa posta distalmente sul margine interno. Sverna come crisalide e compie tre generazioni all anno con voli in aprile-maggio, in giugnoluglio e dalla fine di agosto a tutto settembre. DIFESA: non opportuna in quanto i danni prodotti sono di limitato interesse. P lu m b n n im f A v M i A Anturio (Anthurium sp.) Tripide** (Heliothrips haemorrhoidalis; Tisanott. Trip.). Con le sue punture causa de- pigmentazioni puntiformi con successiva necrosi dei tessuti. ®Viburnum tinus (lantaggine). DIFESA: intervento con spinosad, etofenprox. Cocciniglie farinose** (Planococcus citri, Pseudococcus longispinus; Rinc. Pseud.). Infestano le foglie, causando deperimenti e disseccamenti, mentre la loro melata consente lo sviluppo della fumaggine: ®Arancio per P. citri e Amarillide per P. longispinus. DIFESA: rimozione manuale delle cocciniglie o trattamento con imidacloprid, thiametoxam, buprofezin. Cocciniglia piatta** (Coccus hesperidum ; Rinc. Cocc.). Riconoscibile per il corpo ap- piattito, giallo-rossiccio con reticolature e maculature brune, infesta la pagina inferiore delle foglie causando, in caso di forte attacco, l ingiallimento e il disseccamento della vegetazione. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con olio bianco, buprofezin e clorpirifos-methyl, alla nascita delle neanidi. Cocciniglia fioccosa** (Pulvinaria floccifera; Rinc. Cocc.). Riconoscibile per il vistoso ovisacco allungato delle femmine ovideponenti, infesta la pagina inferiore delle foglie causando deperimenti vegetativi, mentre la melata prodotta imbratta la vegetazione e consente lo sviluppo della fumaggine. ®Pittosporo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con buprofezin. Cocciniglia emisferica** (Saissetia coffeae; Rinc. Cocc.). Di forma emisferica (circa 3 mm di diametro) e di colore bruno-rossastro lucente. Si riproduce in genere per partenogenesi attraverso 1-2 generazioni all aperto e 4-5 in serra. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. Pinnaspide* (Pinnaspis buxi; Rinc. Diasp.). Caratterizzata da un follicolo allungato (1 mm di lunghezza), mitiliforme, di colore giallo chiaro, grigio o brunastro, infesta le foglie. Si moltiplica per partenogenesi e compie più generazioni all anno. DIFESA: intervento a nascita neanidi con buprofezin. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 206 5/30/18 9:06 AM c b d to c b e d c n g i B fo d fu d E la lo E p F s S te g T s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini