Aralia

G 208 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Tignola grigia** (Ephestia kuehniella; Lepid. Ficit.). Le larve compiono erosioni sui C semi. ®Frumento per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. fo Tignola delle carrube** (Ectomyelois ceratoniae; Lepid. Piral.). L adulto (20-24 mm di apertura alare) ha ali anteriori grigio-chiare con due strette bande trasversali a zig-zag, fra le quali sono presenti tre macchiette scure allineate. La larva (15-20 mm di lunghezza) è bianca o rosata con capo, placca protoracica e scudo sopranale bruni. Compie almeno 2 generazioni all anno e sverna allo stato larvale. DIFESA: disinfestazione con fosfina gassosa. o g c S f V v M i A Tignole** (Ephestia elutella, E. calidella, E. figuliella; Lepid. Ficit.). Le larve danneg- giano le arachidi in magazzino. Per gli aspetti morfologici e biologici ®Tabacco per Ephestia elutella, Fico per E. figuliella e Carrubo per Ephestia calidella. DIFESA: disinfestazione con fosfina gassosa. f Cercosporiosi* (tel. Mycosphaerella berkeleyi, an. Cercospora personata; tel. Myco- v Mosaico* (Bean common mosaic virus 5 BCMV, gen. Potyvirus). una malattia da sphaerella arachidicola, an. Cercospora arachidicola; Asc.). La prima specie colpisce le foglie, i fusti, le stipole, i piccioli e qualche volta i baccelli se fuoriescono dal terreno. Sulle foglie compaiono macchie scure tendenzialmente rotonde, circondate da un alone giallo in corrispondenza delle quali si evidenziano punti neri disposti in cerchi concentrici costituiti dalle fruttificazioni conidiche. Se compare prima della fioritura, può provocare abbondanti filloptosi, colature dei fiori ed influire sulla formazione dei baccelli, diminuendone il numero e riducendone la pezzatura; in alcuni casi le piantine vengono distrutte. Danni simili sono causati da C. arachidicola che determina macchie più piccole che diventano bruno-nere nella pagina superiore e bruno-chiare in quella inferiore. DIFESA: sulle varietà suscettibili, oltre alla distruzione dei residui colturali infetti, può essere attuata applicando prodotti rameici alla comparsa delle prime pustole. virus causata da un entità largamente diffusa in Italia su diverse leguminose. I sintomi consistono in una maculatura clorotica delle foglie accompagnata da striature gialle e a volte da aree necrotiche. Alcuni isolati del virus provocano un accentuata riduzione di sviluppo delle piante. Il virus nell arachide si trasmette per seme, inoltre è diffuso in modo non persistente da afidi. DIFESA: impiego per la semina di seme sano. Aralia (Aralia macrophylla) i Afide nero** (Aphis hederae; Rinc. Afid.). L afide, di colore nero, vive riunito in colonie sulle parti più giovani della vegetazione. Compie più generazioni partenogenetiche all anno e sverna con ridotte colonie. DIFESA: intervento con neonicotinoidi o altri aficidi. Cocciniglia emisferica* (Saissetia coffeae; Rinc. Cocc.). Di forma emisferica più o meno regolare, di colore bruno-rossastro e con diametro di 3-4 mm, infesta la pagina inferiore delle foglie. Compie 1-2 generazioni all anno e si moltiplica per partenogenesi deponendo 200-2.500 uova. DIFESA: intervento con buprofezin o con olio bianco estivo alla nascita delle neanidi. Cocciniglia fioccosa* (Pulvinaria floccifera; Rinc. Cocc.). Le femmine ovideponenti sono ben riconoscibili per il vistoso ovisacco biancastro. Infesta la pagina inferiore delle foglie causando deperimenti vegetativi, mentre la melata prodotta imbratta la vegetazione e consente lo sviluppo della fumaggine. ®Pittosporo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con buprofezin, thiamethoxam. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 208 5/30/18 9:06 AM fa a e le m b c d m z S tr c s d im z A A d fo s a A c c d s in m

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini