Arancio e Arancio amaro

A Arancio (Citrus sinensis) e Arancio amaro (Citrus aurantium) G 209 ui Cocciniglia mezzo grano di pepe* (Saissetia oleae; Rinc. Cocc.). Infesta il fusto e le foglie. ®Olivo per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. di g, ze n Saissezia nera* (Parasaissetia nigra; Rinc. Cocc.). Le femmine sono convesse, brune o nere, di forma ovale con diametro di 4-5 mm. Si moltiplica per partenogenesi obbligata. La biologia e la difesa sono simili a quelle della cocciniglia emisferica (Saissetia coffeae). DIFESA: come per S. coffeae. f Verticilliosi* (Verticillium albo-atrum, V. dahliae; Asc.). I funghi invadono i vasi lin- v Mosaico* (Tobacco mosaic virus 5 TMV, gen. Tobamovirus). Si manifesta con ingialli- gr n- e en hi a, ei e e a ne. a mi e e n e n- o a si i- ti lae fatici e causano il repentino avvizzimento della vegetazione. Sezionando il fusto o le altre parti colpite i vasi conduttori appaiono imbruniti. ®Aceri per le informazioni epidemiologiche. DIFESA: evitare di lesionare le piante alle radici e al fusto; distruggere le piante colpite. mento diffuso delle foglie apicali, le quali successivamente assumono una colorazione bronzea, diventano bollose, si deformano e ispessiscono la lamina. TMV si trasmette con lo sfregamento fra foglie sane e infette, attraverso ferite realizzate con gli attrezzi di lavoro e a livello radicale per contatto con residui radicali infetti. DIFESA: impiego di materiale sano per la costituzione di nuove piante, eliminazione delle sorgenti d infezione rappresentate da piante e residui colturali infetti. Sull araliacea sono state riscontrate altre entità virali quali gli agenti del mosaico del cetriolo (CMV) e dell avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV); questo ultimo induce maculature, anelli necrotici e necrosi delle nervature delle foglie in via di sviluppo. G Arancio (Citrus sinensis) e Arancio amaro (Citrus aurantium) i Afide nerastro degli agrumi** (Toxoptera aurantii; Rinc. Afid.). Di colore bruno-nera- stro, vive in colonie sulle foglie più giovani producendo un debole accartocciamento delle foglie. Le colonie subiscono elevatissimi livelli di parassitizzazione da parte di imenotteri del gen. Lysiphlebus. DIFESA: in genere non è necessaria, ma con infestazioni interessanti oltre il 25% dei germogli si può intervenire con gli aficidi indicati per Aphis spiraecola. Afide delle cucurbitacee*** (Aphis gossypii; Rinc. Afid.). un afide di colore variabile dal giallo ocra al bluastro, con sifoni e codicola di colore bruno nerastro. Vive sulle foglie più giovani causando solo lievi accartocciamenti. DIFESA: intervento con infestazioni riguardanti oltre il 25% dei germogli impiegando imidacloprid, thiametoxam, azadiractina. Afide verde degli agrumi*** (Aphis spiraecola; Rinc. Afid.). Di colore verde, con codi- cola e sifoni neri, vive in colonie sui germogli causando l accartocciamento delle foglie. la specie più dannosa per gli agrumi. Il comportamento biologico è di norma anolociclico; in Sicilia compie occasionalmente un olociclo con svernamento allo stato di uovo durevole deposto su Spiraea chamaedryfolia e successiva migrazione sugli agrumi, sui quali può continuare a svilupparsi attraverso un paraciclo. DIFESA: intervento con infestazioni riguardanti oltre il 10% dei germogli, utilizzando gli aficidi consentiti (pirimicarb, imidacloprid, thiamethoxam, azadiractina, spirotetramat, ecc.). G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 209 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini