SEZIONE G

li on o odi abe i. si bo a I A: uli e na- iaa o di i- nii. oe, o, t. uni o a a A Arancio (Citrus sinensis) e Arancio amaro (Citrus aurantium) G 211 comparsa dei bottoni fiorali e con presenze su almeno il 20% dei germogli, impiegando piretro, etofenprox, acetamiprid. Cocciniglia bassa** (Coccus hesperidum; Rinc. Cocc.). di forma appiattita, di colore giallo-rossiccio macchiata di bruno. Infesta rametti e foglie. Compie 2-3 generazioni partenogenetiche all anno (una sola in Sardegna) e sverna con neanidi di II età o con giovani femmine. DIFESA: intervento durante il periodo di riposo invernale, o alla nascita delle neanidi, impiegando spirotetramat od olio bianco attivato con fosforganici. Cocciniglia bassa grigia** (Coccus pseudomagnoliarum; Rinc. Cocc.). di forma ap- piattita, di colore giallo-bruno con la parte centrale scura. Compie una sola generazione all anno e sverna come neanide di II età o giovane femmina. Ovidepone, fino al mese di luglio, quasi 2.000 uova. DIFESA: intervento in estate, alla nascita delle neanidi, con olio bianco attivato con fosforganici, spirotetramat. Cocciniglia bianca degli agrumi* (Aspidiotus nerii; Rinc. Diasp.). Infesta tutte le parti aeree della pianta, ma è comune soprattutto sul limone. Presenta il corpo giallo protetto da un follicolo rotondeggiante (2 mm di diametro) color nocciola. ®Limone per gli aspetti biologici e la difesa. Cocciniglia bianca-rossa** (Chrysomphalus dictyospermi; Rinc. Diasp.). Infesta rami, foglie e frutti con i suoi scudetti femminili di forma circolare (1,5-1,7 mm di diametro), di colore rosso mattone o avana, con esuvie sporgenti a capezzolo e di colore aranciato. Sverna come femmina immatura e compie 3-4 generazioni all anno con nascite in maggio, luglio-agosto e ottobre-novembre. DIFESA: intervento in gennaio-febbraio con olio bianco attivato con fosforganici o in occasione della nascita delle neanidi impiegando spirotetramat oppure olio bianco attivato con fosforganici. G Cocciniglia dell aonido o Crisonfalo della Florida* (Chrysomphalus aonidum; Rinc. Dia- sp.). Poco comune negli ambienti agrumicoli italiani, presenta follicoli femminili circolari (circa 2 mm di diametro) color cioccolato o bruno-violaceo con esuvie centrali rossastre. Infesta foglie e frutti, compiendo 3-4 generazioni e svernando con femmine non fecondate, ninfe e neanidi maschili della II età. DIFESA: interventi come per C. dictyospermi. Cocciniglia farinosa o cotonello*** (Planococcus citri; Rinc. Pseud.). Presenta il cor- po rivestito di cera farinosa, fornito di 36 raggi cerosi periferici dei quali quelli della coppia caudale sono lunghi non più del doppio degli altri 34. Infesta le foglie e i frutti, soprattutto quelli riuniti in gruppi o posti in posizioni ombreggiate. Compie in genere 4-6 generazioni all anno con svernamento in qualsiasi stadio, ma con prevalenza di neanidi della II età. DIFESA: intervento con clorpirifos, clorpirifos-metile, spirotetramat, thiamethoxam, acetamiprid, alla comparsa delle infestazioni; ricorso a programmi di lotta biologica con lanci di Cryptolaemus montrouzeri. Cocciniglia grigia** (Parlatoria pergandei; Rinc. Diasp.). Infesta rami, foglie e frutti. Le femmine sono di colore violetto chiaro con follicolo ovale o piriforme (2-2,4 mm di diametro), color nocciola. Compie 4 generazioni all anno con accavallamento dei diversi stadi di sviluppo. Lo svernamento avviene con femmine mature che iniziano le ovodeposizioni in inverno. DIFESA: intervento alla nascita delle neanidi con olio bianco attivato con fosforganici, pyriproxyfen, spirotetramat. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 211 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini