SEZIONE G

i. re o 1 ao a. i, i. ae n e sdi i. hi i- i, o n n aezi li o ee e a A: n A Arancio (Citrus sinensis) e Arancio amaro (Citrus aurantium) G 213 Minatrice serpentina*** (Phyllocnistis citrella; Lepid. Fillocn.). Le larve scavano lunghe mine serpentiformi sottocuticolari, di colore argentato, percorse da una linea mediana bruno-rossastra o nerastra. Gallerie sottocuticolari vengono scavate anche nei germogli e perfino nei giovani frutti. Compie diverse generazioni all anno con cicli di un paio di settimane con temperature intorno ai 26-29 °C. Lo svernamento avviene come crisalide o come larva entro le gallerie larvali. DIFESA: interventi in vivaio e sui reinnesti, durante la fase di attiva crescita dei germogli, utilizzando abamectina, imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid, azadiractina. Mosca bianca giapponese** (Parabemisia myricae; Rinc. Aleirod.). Gli adulti (1,5-2 mm di lunghezza) hanno il corpo giallo mascherato da una bianca polvere cerosa. Le punture compiute da adulti e forme giovanili determinano la comparsa di estroflessioni coniche sporgenti sulla pagina inferiore e la smerlettatura del margine fogliare. Compie svariate generazioni partenogenetiche all anno con la prima comparsa degli adulti a fine febbraio o in marzo. DIFESA: mantenimento di un buon equilibrio vegetativo attraverso razionali potature, concimazioni ed irrigazioni; interventi con olio bianco attivato con fosforganici, spirotetramat, con infestazioni su almeno il 5% dei germogli e con tassi di parassitizzazione inferiori al 20-30%. Mosca mediterranea*** (Ceratitis capitata; Ditt. Tefrit.). In seguito all infestazione le parti del mesocarpo invase dalle larve si deteriorano e marciscono e il frutto va perduto. Gli adulti sono lunghi 4-6 mm, in gran parte gialli e presentano ali attraversate da bande nerastre e nervature ingrossate e annerite alla radice. Il maschio presenta due setole frontali con l apice spatolato. Le femmine perforano con l ovopositore i frutti in via di maturazione e quelli maturi, deponendo le uova sotto l epicarpo o nella parte più esterna del mesocarpo, in gruppetti di 4-10 elementi. Le larve sono bianche, microcefale, tronco-coniche, lunghe 7-8 mm, e al termine dello sviluppo abbandonano i frutti attraverso un piccolo foro per impuparsi nel terreno. Sverna in genere allo stato di pupa nel terreno, ma nelle zone agrumicole più calde gli adulti possono svernare riparati in mezzo alla vegetazione fogliare. In questi ambienti l inverno può essere superato anche allo stato larvale nei frutti di arancio amaro ed entro quelli del Fico d India. In un anno compie svariate generazioni (6-7 nelle regioni meridionali e 2-4 in quelle settentrionali). DIFESA: interventi durante il volo degli adulti, rilevato con trappole cromotropiche innescate o meno con trimedlure, o al rilevamento delle prime punture di ovodeposizione, trattando a pieno campo con etofenprox, acetamiprid e dimetoato o ricorrendo al trattamento, localizzato su un settore della chioma, con l impiego di proteine idrolizzate e avvelenate con etofenprox, ricorrendo a trappole attract and kill innescate con deltametrina allo 0,015% o con lufenuron al 3%. G Nuovo aleirodide degli agrumi* (Paraleyrodes minei; Rinc. Aleirodic.). una specie presente in Turchia, Siria, Israele, Marocco, Spagna, Portogallo, Canarie e rinvenuta in Campania. La femmina si riproduce per anfigonia e forma una sorta di nido, composto da bastoncelli filamentosi di cera, nell ambito del quale depone le uova; si riscontrano neanidi e pupari. DIFESA: non conoscendo la reale dannosità dell aleirodide, non sussistono le condizioni per giustificare eventuali interventi. Oziorrinchi*** (Otiorhynchus cribricollis, O. armatus, O. aurifer; Col. Curcul.). Gli adulti compiono, nottetempo, erosioni sul margine delle foglie, rendendosi particolarmente dannosi sulle piante in allevamento. La prima specie è quella più comune. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 213 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini