SEZIONE G

G 214 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Compiono una sola generazione all anno, con comparsa degli adulti alla fine dell estate o in autunno, e svernano allo stato larvale. Le larve si sviluppano sulle radici di piante erbacee spontanee e coltivate; larve ed adulti di O. aurifer compiono erosioni anche sulle radici delle giovani piante degli agrumi. DIFESA: impedimento agli adulti di salire sulle piante per compiere danni collocando intorno al fusto un manicotto ben stretto di lana sintetica. c M f C Tignola delle carrube* (Ectomyelois ceratoniae; Lepid. Ficit.). La larva compie erosioni localizzate prevalentemente intorno alla zona peduncolare del frutto. ®Arachide per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Tignola rigata** (Cryptoblabes gnidiella; Lepid. Piral.). Le larve (11 mm di lunghezza, di colore grigio-verdastro con linea dorsale bruna fiancheggiata sui lati da un altra stretta banda longitudinale chiara) distruggono i fiori, comportandosi come le larve della tignola (Prays citri); compiono erosioni nella zona peduncolare, causando l ingiallimento e la cascola dei giovani frutti, e in corrispondenza delle masse cerose prodotte da Planococcus citri. Compie 3 generazioni all anno e sverna come larva destinata ad incrisalidarsi in febbraio. Gli adulti volano tra aprile e giugno, in luglio e in settembre. DIFESA: contenimento delle infestazioni limitando quelle di Planococcus citri. Tripide degli agrumi** (Heliothrips haemorrhoidalis; Tisanott. Trip.). Di colore bruno- nerastro e lungo 1,5 mm, attacca le foglie causando necrosi puntiformi, mentre sui frutti determina la comparsa di un anulatura peripeduncolare rugginosa bianca argentata. Sverna allo stato adulto riparato sulla pianta e compie fino a 6 generazioni all anno. DIFESA: intervento con azadiractina. Tripide di Kelly** (Pezothrips kellyanus; Tisanott. Trip.). Le sue punture causano la comparsa di rugginosità interessante ampie parti del frutto. Le infestazioni interessano soprattutto le varietà Navelina e Valencia late. Il tripide compie diverse generazioni all anno, che si svolgono per partenogenesi. DIFESA: contenimento dei danni a carico dei frutti intervenendo alla sfioritura con azadiractina, ecc. a Ragnetto rosso comune** (Tetranychus urticae; Acar. Tetranich.). Infesta la pagina inferiore delle foglie causando depigmentazioni puntiformi e la conseguente comparsa di ingiallimenti. Compie numerose generazioni all anno e sverna con femmine fecondate. DIFESA: intervento con acaricidi (®Panonychus citri) con infestazioni interessanti almeno l 8-10% delle foglie. Ragnetto rosso degli agrumi*** (Panonychus citri; Acar. Tetranich.). Infesta le fo- glie causando la comparsa di depigmentazioni e la conseguente bronzatura del lembo. Manifestazioni di bronzatura compaiono anche sui frutti. Compie 12-15 generazioni all anno con le massime popolazioni in primavera e in autunno. DIFESA: intervento con acaricidi (es. abamectina, clofentezine, pyridaben, hexitiazox, etoxazole, fenpyroximate, fenazaquin, tebufenpyrad, spirodiclofen) in presenza di infestazioni riguardanti almeno il 20-40% delle foglie. e Eriofide rugginoso degli agrumi** (Aculops pelekassi; Acar. Eriof.). Causa rugginosità puntiforme o diffusa con suberificazione delle aree colpite del frutto. Sverna allo stato adulto sotto il residuo calicino dei frutti o nelle cicatrici della regione stilare e compie 10-15 generazioni all anno. DIFESA: 1-2 interventi con olio bianco realizzati a fine inverno e ricorso al trattamento con acaricidi (®Panonychus citri). G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 214 5/30/18 9:06 AM P v a v b b d d c s d e d s s e a F d n n le e DI v tr M d d s h s d s fo in L c s u e fo s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini