SEZIONE G

edi ni ti n A Arancio (Citrus sinensis) e Arancio amaro (Citrus aurantium) c Marciume bruno* (Phytophthora citrophthora, P. cactorum, P. citricola, P. syringae, f Cancro rameale* (Botryosphaeria dothidea; Asc.). Si manifesta con cancri con emis- ni i a, ta ie d e. ota. o. a o ni o a a nti oo. ni o oti à o e r- G 215 P. hibernalis; Oomycota). Viene indicato anche con il termine di allupatura e provoca alterazioni dei tessuti periferici della base del tronco e delle grosse radici, spesso accompagnate da essudati gommosi. Le infezioni sono legate alla presenza di piogge violente da fine autunno ad inizio primavera che causano, su terreno lavorato o diserbato e in presenza di inoculo nel terreno, i maggiori danni sui frutti invaiati della parte basale della pianta facilmente raggiunti dalle zoospore. Infatti sui frutti, in particolare di arancio e limone, appare un area decolorata di consistenza cuoiosa che in presenza di umidità (cadendo a terra o sulla pianta) può mostrare una efflorescenza biancastra costituita da micelio e sporangi. DIFESA: assume una impostazione preventiva attraverso ponderata scelta del terreno d impianto, adeguato scasso e rimozione di residui ra dicali di piante pre-esistenti, buona sistemazione del terreno evitando ristagni idrici. Gli eventuali interventi chimici si effettuano in inverno con prodotti rameici generalmente dirigendo l applicazione sulla parte bassa della chioma. sioni gommose, in corrispondenza dei quali il cilindro legnoso manifesta necrosi sottostanti settoriali. Sono interessate dalla malattia le piante vegetanti su terreni compatti e con ristagni di umidità. DIFESA: evitare gli stati di sofferenza legati a condizioni di asfissia radicale ed eliminare i rami interessati dai cancri. G Fumaggine* (vari funghi, principalmente Capnodium citri; Asc.). una patina nerastra di natura fungina, superficiale, che deturpa foglie, rami e frutti. Dipende dalle secrezioni di afidi e cocciniglie e dalla melata fisiologica. Infatti i funghi coinvolti non assumono alcun rapporto con la pianta limitandosi a sopravvivere sulle sostanze zuccherine legate alla presenza di altre avversità. La malattia, se trascurata, fa intristire le piante e soprattutto provoca danni estetici ai frutti, in seguito difficilmente commerciabili. DIFESA: evitare gli elevati livelli di umidità con opportune tecniche agronomiche, sfavorire l infestazione degli insetti che sono alla base della presenza della fumaggine con trattamenti che devono essere rivolti essenzialmente contro di essi. Maculatura bruna** (Alternaria alternata; Asc.). La maculatura bruna dei frutti di mandarino attualmente è presente nella maggior parte delle aree agrumicole delle Americhe, del Sudafrica, dell Asia e dell Europa. La sua comparsa in Italia ha coinciso con la diffusione del mandarino Fortune (clementine mandarino Dancy), varietà che in Spagna ha riscosso notevole successo, ma la cui coltivazione si è ridotta a causa dell elevata sensibilità a questa malattia. L agente causale della malattia è una variante (o patotipo) di Alternaria alternata che produce la tossina ospite-specifica ACT, responsabile dei sintomi. La tossina è secreta dai conidi durante la germinazione. A. alternata infetta le foglie giovani, che costituiscono la fonte primaria d inoculo. I frutti possono infettarsi in tutti gli stadi di sviluppo, ma sono più sensibili nei 3-4 mesi successivi all allegagione. Le infezioni primaverili sui frutticini ne causano la cascola anticipata. I sintomi sui frutti consistono in macchie necrotiche puntiformi o subcircolari, infossate, di colore bruno; sulle foglie compaiono macchie necrotiche irregolari, di colore bruno, circondate da un alone clorotico, che si espandono preferenzialmente lungo le nervature secondarie e, sulle foglioline giovani, deformazioni conseguenti alla necrosi del margine del lembo fogliare. Sulle varietà molto sensibili, si osservano abbondante defogliazione e necrosi dei germogli. Per le infezioni sono sufficienti condizioni di umidità persistente con G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 215 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini