SEZIONE G

A Arancio (Citrus sinensis) e Arancio amaro (Citrus aurantium) G 217 n e a e, a, i. bi a e ta i. è e e di o secerne enzimi extracellulari che rapidamente degradano i tessuti, con sviluppo di odore caratteristico di putrido e acido e produzione di liquido viscoso, ricco di spore del fungo, che causa la diffusione della malattia ai frutti sani adiacenti. Le condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia sono date principalmente da elevate temperature (28-30 °C) e notevoli livelli umidità relativa. La crescita del patogeno è inibita a temperature inferiori a 10 °C. I frutti maturi risultano maggiormente suscettibili e le possibilità di infezione sono favorite dai danneggiamenti meccanici durante la manipolazione dalla raccolta alla distribuzione. I limoni risultano i frutti maggiormente suscettibili a questo tipo di alterazione, in particolare per le condizioni di temperatura elevata (superiore a 10 °C) cui vengono tenuti in conservazione. DIFESA: lesionare il meno possibile i frutti durante la raccolta e la lavorazione, evitare il contatto con il terreno, decontaminare strutture e attrezzature e gestire correttamente temperatura e umidità nei locali di conservazione. Il confezionamento in contenitori ventilati riduce lo sviluppo del patogeno, mentre i fungicidi attivi contro la muffa verde-azzurra hanno solo una debole attività. e e e di si e tti e di e o di a e o a ti Septoriosi* (Septoria citri, S. citricola, S. limonum; Asc.). Macchie biancastre sulle é io ori à e io Marciume verde-azzurro*** (Penicillium expansum; Asc.). Si manifesta sui frutti in ma- gazzino con una muffa verde-azzurra che interessa parte o l intero frutto. Il patogeno infetta i frutti attraverso ferite di varia origine, favorito dall elevata umidità ambientale. DIFESA: evitare di lesionare i frutti ed eliminare quelli infetti. G foglie (®Limone). v Impietratura**. I principali sintomi si riscontrano sui frutti che appaiono induriti, di pez- zatura ridotta, malformati e con ingiallimento prematuro della buccia. Su questa si evidenziano protuberanze che possono rimanere verdi nella fase iniziale della colorazione e che, sezionate, mostrano l albedo imbrunito e ripieno di gomma. La pianta malata porta frutti sani e malati, ma questi ultimi sono più soggetti a cascola. La pianta presenta minore vigore vegetativo. DIFESA: la prevenzione è basata sull impiego di materiale sano. Psorosi* (Citrus psorosis virus 5 CPsV, gen. Ophiovirus). Il sintomo che maggiormente caratterizza la virosi nelle piante di arancio dolce, mandarino e pompelmo (meno sensibili sono le piante di limone, arancio amaro e arancio trifogliato e citrange) consiste nel distacco, in forma di squame, degli strati superficiali della corteccia di aree del tronco e delle branche principali, al quale si accompagna la formazione di sacche di gomma nelle cerchie legnose, che può anche fuoriuscire. Altre volte la comparsa di gomma alla superficie della corteccia avviene prima che inizi la sua desquamazione. Oltre ai sintomi corticali il tronco e le grosse branche possono presentare marcate concavità o depressioni longitudinali dalle quali può fuoriuscire o meno gomma. Le piante con accentuati sintomi a carico del tronco e delle branche presentano le foglie bollose, con distorsioni delle nervature e del margine, e producono frutti piccoli e malformati. L agente della virosi si trasmette per innesto. DIFESA: è basata sull impiego di materiale di propagazione sano. Tristezza*** (Citrus tristeza virus 5 CTV, gen. Closterovirus). Rappresenta la principale avversità dell arancio, responsabile della morte di milioni di piante di arancio innestate su arancio amaro in Brasile, California, Florida e diversi paesi del Bacino del Mediterraneo (Israele, Cipro e, in particolar modo, Spagna dove, dopo la sua comparsa nel 1988, pare abbia distrutto circa 40 milioni di piante). Originaria probabilmente del Sud-Est Asiatico, è attualmente presente in tutte le principali aree agrumicole del mondo nelle quali è stata introdotta con materiale di propagazione vegetativa infetto. In Italia, ad iniziare dalla fine G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 217 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini