SEZIONE G

G 218 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE degli anni 80 del secolo scorso, sono stati segnalati diversi focolai d infezione originati da materiale vivaistico proveniente da altri paesi, ai quali ha fatto seguito la diffusione del virus attraverso uno dei suoi afidi vettori (Aphis gossypii). La virosi interessa principalmente le piante innestate su arancio amaro, su alemow o limetta di Palestina nelle quali determina la formazione di foglie più piccole del normale e clorotiche, seguita dal progressivo disseccamento dei rametti fino alla morte dell intera pianta. In alcuni casi la morte della pianta avviene in un periodo di tempo variabile da pochi giorni a qualche settimana. Sintomi più tipici si evidenziano, sollevando la corteccia del tronco, dei rami e delle radici, sotto forma di piccole estroflessioni del cilindro legnoso alle quali corrispondono alveolature nella faccia interna della corteccia. Le piante di arancio dolce e di mandarino innestate su limone rugoso, mandarino Cleopatra, arancio trifogliato o sui suoi ibridi e quelle di limone innestate su arancio amaro tollerano l infezione di CTV. Il virus si trasmette per innesto; inoltre, come si è già accennato, è diffuso in maniera semipersistente con particolare efficienza dall afide Toxoptera citricida (non ancora segnalato in Italia) e, con minore efficienza, da A. gossypii, A. spiraecola, Aphis craccivora e T. aurantii. DIFESA: i criteri di prevenzione consistono nell impiego di materiale di propagazione agamica sano, eradicazione, nelle aree dove la presenza del virus è sporadica, delle piante infette per rallentare la sua diffusione da parte degli afidi, ricorso a combinazioni o a portinnesti poco sensibili. Nel nostro Paese la tristezza è soggetta a lotta obbligatoria (d.m. 31/10/2013). Variegatura infettiva* (Citrus variegation virus 5 CVV, gen. Ilarvirus) - Foglia bollosa* (Citrus leaf rugose virus 5 CiLRV, gen. Ilarvirus). Si tratta di due virosi non molto dannose che interessano tutti gli agrumi (in Italia sono diffuse principalmente su limone). La prima si manifesta in primavera con decolorazioni delle nervature, foglie piccole e spesso asimmetriche, la seconda con la lamina fogliare bollosa, a volte clorotica e con il margine ondulato e irregolare. Entrambe provocano riduzione di sviluppo e malformazione dei frutti che diventano bitorzoluti. Si trasmettono per innesto. DIFESA: impiego di materiale di propagazione sano. vd Exocortite** (Citrus exocortis viroid 5 CEVd, gen. Pospiviroid). Interessa le piante di arancio dolce innestate su arancio trifogliato, su alcuni suoi ibridi e su limetta. La malattia è caratterizzata dalla presenza di spaccature e desquamazioni a strisce della corteccia del portainnesto, mentre il gentile evidenzia un accentuata riduzione di sviluppo e una transitoria epinastia delle foglie in primavera. CEVd si trasmette per innesto, per ferite da taglio e per seme. DIFESA: si basa sull impiego di materiale di propagazione sano e sulla disinfezione degli attrezzi da taglio fra una pianta e l altra. Altre malattie. Nei nostri impianti di agrumi sporadicamente si riscontrano anche al- cune sindromi a presunta eziologia virale (concavità gommose e a sacche, cristacortis, gommosi della corteccia, impietratura) e due malattie da viroidi, quali la cachessia e la xiloporosi, indotte rispettivamente dal viroide II degli agrumi (CVd II) e dal viroide del nanismo del luppolo (HSVd). L innesto è il loro mezzo di trasmissione più comune. sppl Stubborn* (Stubborn diseases; Mollicutes). Trattasi di una malattia causata dallo spi- roplasma, Spiroplasma citri, dannosa in molti Paesi agrumicoli, mentre in Italia la sua presenza è sporadica. Le piante infette portano frutti piccoli, con sviluppo asimmetrico, a forma di ghianda, con gusto insipido o amarognolo. La metà stilare si conserva verde (maturazione inversa), i semi sono abortiti e l albedo ha talora una tinta bluastra. Le piante colpite hanno uno sviluppo ridotto e un aspetto cespuglioso; portano foglie G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 218 5/30/18 9:06 AM p ti la s c p fis A d p r D m A c a d m d d in c ta c C p li p ( e la ir c m m le C F s r n p F r g F

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini