SEZIONE G

ti e ie al a e mi ie ui V. a ea di oa a * n). e il ao di tce r e ls, e e e. ia ia a. e A Arancio (Citrus sinensis) e Arancio amaro (Citrus aurantium) G 219 piccole, erette, con la punta smussata o cuoriforme. Nell arancio dolce nell anello corticale nella zona dell innesto è più spesso visibile una minuta alveolatura che interessa la faccia cambiale. Oltre all arancio, sono colpiti anche gli altri agrumi. Tutte le specie sono suscettibili, tranne i citrange Troyer e Cumingham, che sono tolleranti, ma non conferiscono tolleranza al nesto. Lo spiroplasma viene trasmesso da cicadellidi e la propagazione avviene con l impiego di materiale di moltiplicazione infetto. fis Allapatura o Apiatura. Si tratta di una mutazione vegetativa dell arancio Ovale con produzione di frutti dell arancio Biondo. La qualità di questa produzione risulta scadente per lo spessore della buccia, la presenza e la numerosità di semi. I frutti devono essere raccolti 2-3 mesi prima dei frutti tipici dell Ovale con conseguente aggravio di costi. Data l elevata vigoria manifestata dai rami mutati, è bene asportarli quanto prima in modo da evitare capitozzature e reinnesti successivi. Anomalie genetiche diverse. Molteplici le anomalie genetiche riscontrabili sui frutti, causate dall elevata eterozigosi degli agrumi, che vengono poi influenzate da fattori ambientali. Nel corso del tempo tali alterazioni, grazie a un sempre più attento lavoro di selezione, sono diventate curiosità che, quando interessano i frutti, possono assumere una qualche importanza. Infatti i frutti variano in forma e pezzatura, spessore della buccia, acidità del succo, ecc., tutti in senso peggiorativo. Le forme chimerali che derivano dalla combinazione di costituzioni genetiche diverse sono di tipo settoriale ed interessano principalmente il colore, la forma e la levigatezza del frutto. Una chimera che ha caratteristiche positive è quella del pompelmo a polpa rosa, notoriamente sfruttata a livello commerciale. L instabilità delle chimere non obbliga a potature mirate al contrario dei rami mutati che, invece, dovrebbero essere sempre eliminati. Cascola dei frutti. Gli agrumi possono perdere i frutti nella fase di allegagione e poco prima della raccolta. Sono interessati al fenomeno anche mandarino, pompelmo e limone, seppure la produzione di quest ultimo, grazie alla possibilità di rifiorire copiosamente, non sia compromessa dal fenomeno al pari degli altri. In giugno-luglio (al momento dell allegagione) gli agrumi perdono i frutti, spesso in modo atteso, per equilibrare la produzione, ma il comportamento fisiologico può divenire eccessivo per la presenza di innalzamenti termici in concomitanza di scarsa disponibilità di acqua irrigua e concimazioni azotate tardive ed eccessive. In pre-raccolta i frutti possono cadere a causa di attacchi parassitari ed eventi climatici (danni da freddo), ma generalmente alla base ci sono sofferenze radicali non solo determinate da patogeni fungini, ma anche da asfissia, eccesso idrico o lavorazioni troppo profonde che danneggiano le radici stesse. Colpo di sole Danni da freddo Danni da grandine Danni da vento (®Limone). Fioriture ritardate. I frutti ottenuti da tali fioriture risultano rugosi con buccia molto spessa e polpa insipida, assolutamente incommerciabili e noti come scorzoni . Le fioriture ritardate sono dovute alla scarsa o nulla fioritura normale causate da gelate o innalzamenti termici o attacchi parassitari. Le eccessive potature e concimazioni azotate producono effetti simili alle fioriture ritardate. Frutti costoluti. Interessa arancio e limone. La causa principale è di tipo genetico; infatti i rami con tali alterazioni producono frutti con rilevanze longitudinali simili a costole, maggiore spessore della buccia, ma generalmente con la stessa colorazione dei frutti normali. Frutti crestiformi possono essere ottenuti anche in seguito a trattamenti antiparassitari. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 219 G 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini