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G 220 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Granulazione dei frutti. La fisiopatia, seppure con valenza minore, interessa anche pompelmo e mandarino. La polpa assume aspetto granuloso, risulta asciutta e insipida. La sintomatologia risulta simile a quella causata dai danni da freddo. Nonostante numerose osservazioni, l eziologia non è ancora nota seppure probabilmente legata ad un complesso disturbo fisiologico dovuto a piante troppo vigorose e frutti di eccessiva pezzatura, oltre che raccolti tardivamente. Incrinatura dell albedo. Si tratta, anche in questo caso, di un alterazione tipica dei frutti in fase di maturazione che, oltre a presentare scanalature della buccia, similmente alla spigatura, mostrano un albedo (tessuto generalmente bianco del mesocarpo interno) sempre più sottile che conduce a difficoltà di sbucciatura del frutto stesso. Le piante più produttive e le zone più ombreggiate della chioma tendono a presentare frequentemente la fisiopatia. L equilibrata nutrizione della pianta (in particolare devono essere evitate le carenze di potassio) e le opportune irrigazioni rappresentano le fondamentali difese preventive. S ti c m in i C c M f A Ingiallimento precoce o falsa maturazione (®Limone). Macchia d acqua. stata segnalata su arancio e clementino ed è causata dall imbibizio- ne del mesocarpo interno del frutto (albedo) da parte di frequenti piogge concentrate nella fase di maturazione del frutto. Le aree inizialmente idropiche tendono ad iscurire per la presenza di funghi ubiquitari (es. Alternaria spp., Cladosporium spp.) e a marcire qualora le bagnature persistano. Può essere prevenuta attraverso un equilibrato ricorso alla fertilizzazione azotata, evitando raccolte tardive e danni meccanici ai frutti. Oleocellosi (®Limone). Ombelicatura. Nel gruppo delle Navel, l ombelico che rimane aperto per sincarpia è una presenza normale se rimane piccolo ed incluso nel frutto, ma sia in questo gruppo come in altre varietà, quando si rende particolarmente evidente, rappresenta uno svantaggio commerciale. Condizioni pedoclimatiche non adeguate portano frequentemente alla ombelicatura che, a sua volta, può determinare spaccature del frutto. Rinverdimento del frutto. Si tratta di una nuova, seppur non intensa, riacquisizione del colore verde della buccia (a livello calicino) dopo un viraggio completo come quello tipico della maturazione. Temperature particolarmente basse dalla prefioritura fino a settembre, seguite da temperature più elevate della norma a partire da novembre fino alla raccolta, sembrano essere la causa della fisiopatia che, infatti, si manifesta non in maniera costante. I livelli termici descritti causerebbero una perdita di carotenoidi con ricomparsa di pigmenti clorofilliani, sintomi che verrebbero acuiti da concimazioni azotate tardive. I frutti inverditi vengono sottoposti alla deverdizzazione con etilene allo scopo di ottenere frutti graditi al consumatore. Spaccatura del frutto. Riguarda in maggior misura l arancio (specialmente il gruppo delle Navel e Tarocco), ma può interessare anche il mandarino. Le spaccature dei frutti, fin da quando sono ancora verdi, possono essere legate alla ombelicatura (®più indietro) o a malformazioni causate da altri agenti (es. acaro delle meraviglie). Generalmente dalla estremità stilare partono le spaccature che possono mettere a nudo la polpa provocando una rapida invaiatura del frutto e la sua caduta. Gli stress idrici della fine dell estate sono una delle cause della alterazione insieme a concimazioni squilibrate (in particolare carenze di potassio). G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 220 5/30/18 9:06 AM d n c p s t p r p li fa m g r m p p d d n c s ( C q p a n d le c e p t M v q

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini