SEZIONE G

). a aua o r A Asparago (Asparagus officinalis) G 223 Esse penetrano anche nel fusto delle piante in libera crescita. Gli adulti (apertura alare di 30-40 mm, ali anteriori biancastre interessate da un ampia macchia distale cinerea e orlata di bruno) volano in giugno. Le femmine depongono gruppi di uova alla base del fusto. Le larve si sviluppano nel corso della stagione per poi trascorrere l inverno entro un bozzolo tessuto entro una cella terrosa situata sotto il sistema delle radici. In primavera risalgono verso gli strati superficiali del terreno per incrisalidarsi all interno di un fodero allungato lungo circa 8 cm che fuoriesce in parte dal suolo. I danni arrecati sono notevoli e causano la progressiva perdita di piante e la prematura fine degli impianti. DIFESA: raccolta e distruzione dei foderi emergenti dal terreno; prolungamento delle raccolte per ostacolare la deposizione delle uova. Ligo rugulipenne** (Lygus rugulipennis ; Rinc. Mir.). L adulto è una camicetta di co- ma n lore verde-grigiastro o grigio-rossastro, lungo 5 mm, punge l apice vegetativo causandone il disseccamento, con danni sulle piante in allevamento. Compie una generazione all anno, sverna come adulto e depone le uova entro i tessuti della parte apicale del fusto. DIFESA: intervento sulle piante in allevamento con deltametrina. zpi m eo e i. Mosca dell asparago* (Platyparea poeciloptera ; Ditt. Tefrit.). Le larve (bianche e lunghe circa 1 cm) minano l asse dei turioni, causandone l incurvamento a pastorale della parte apicale, e danneggiano l asse del fusto delle giovani piante in libera crescita, scavando una galleria che scende sotto il livello del terreno, senza arrivare al rizoma. L adulto è lungo 6-8 mm, di colore bruno lucente con capo giallorossastro, torace grigiastro con tre striature longitudinali brune ed ali fortemente disegnate di bruno. Presenta una sola generazione all anno e sverna come pupa nel terreno. Gli adulti volano in aprile e le femmine depongono le uova perforando la parte apicale dei giovani turioni, sotto una squama del culmo. Dopo un primo ciclo di ovodeposizione ne seguono altri 2-3 in giugno. Le femmine compiono 3-4 cicli di ovodeposizione. comune soprattutto nella Francia meridionale, dove danneggia gli impianti durante i primi tre anni, mentre in Italia il dittero è assai raro o addirittura assente. DIFESA: raccolta e distruzione dei turioni infestati; intervento con deltametrina a raccolte ultimate e dopo il riscontro di catture attraverso bastoni cosparsi di colla e infissi nel terreno sui bordi della coltivazione. ), o o o nce ioli ee m e e i, n- oe. G Mosca grigia dei semi*** (Delia platura ; Ditt. Antom.). Le larve (tronco-coniche, microcefale, bianche, lunghe 6-8 mm) danneggiano la parte interna dei turioni. Gli adulti, apparentemente simili ad una comune mosca domestica, sfarfallano dai pupari svernanti nel terreno quando la temperatura del terreno ad una decina di cm di profondità raggiunge gli 8-9 °C. Le femmine depongono le uova nel terreno e le larve penetrano poi nei turioni in emergenza. I danni vengono compiuti in genere nella seconda metà di aprile, da parte delle larve della prima generazione. DIFESA: prima dell emergenza dei primi turioni trattamento su fascia, lungo la fila d impianto, con teflutrin. Mosca minatrice del fusto*** (Ophiomyia simplex ; Ditt. Agrom.). La larva scava una mina sottoepidermica nella parte basale del fusto. L adulto è una piccola mosca di colore nero brillante, lunga 2,5-3,5 mm. Compie 3 generazioni all anno e sverna con pupari negli steli disseccati rimasti in campo. Gli adulti del primo volo compaiono alla fine di aprile o all inizio di maggio. DIFESA: distruzione col fuoco dei resti vegetativi ospitanti i pupari svernanti. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 223 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini