SEZIONE G

G 224 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE e m in p Nottua degli orti* (Lacanobia oleracea ; Lepid. Nott.). La larva (verde con linee dorsali trasversali giallastre, punteggiature nere, una banda laterale sottostigmatica giallo-bruna, lunga 4-4,5 cm). Gli adulti compaiono all inizio della primavera, ma i voli continuano, ininterrotti, fino a tutto settembre con due periodi di massime presenze: il primo in maggio-giugno e il secondo dal mese di luglio a tutto settembre. In un anno si susseguono in genere 2 generazioni. DIFESA: intervento con deltametrina, ecc. Nottua gialla* (Helicoverpa armigera ; Lepid. Nott.). La larva, verde, con i lati percor- si da bande sinuose di colore giallo, lunga 30-40 mm a completo sviluppo, divora la vegetazione rendendosi talora dannosa nei giovani impianti. ®Pomodoro per i restanti caratteri dell insetto e per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso al trattamento con piretroidi (es. deltametrina). Opatre delle sabbie* (Opatrum sabulosum ; Col. Tenebr.). Le larve (color giallo mie- le, lunghe 20 mm, cilindriche e interessate da bande trasversali leggermente più scure) compiono erosioni sulla parte interrata dei turioni. L insetto sverna allo stato adulto riparato nel terreno e depone le uova nel terreno in prossimità delle piante. DIFESA: non necessaria. Oziorrinco** (Otiorhynchus setosulus var. grandii ; Col. Curcul.). Gli adulti (di colore bruno rossastro, lunghi 6-7 mm) compiono decorticazioni a carico del fusto e delle ramificazioni delle piante in allevamento. Le larve si sviluppano a spese delle radici di piante erbacee spontanee, ma non si escludono danneggiamenti anche a carico di quelle dell asparago. Compie una generazione all anno. DIFESA: intervento nella fase di libera crescita delle piante con i piretroidi ammessi. Piralide del mais* (Ostrinia nubilalis ; Lepid. Cramb.). Le larve scavano una galleria nel fusto delle piante in libera crescita. Le infestazioni si verificano a fine estate, quasi esclusivamente negli impianti con infestanti ed adiacenti coltivazioni di mais. ®Mais per i caratteri distintivi dell insetto e per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con deltametrina alla comparsa dei fori di penetrazione delle giovani larve. Tipule* (Tipula oleracea, T. paludosa, Tipula italica ; Ditt. Tipul.). Le larve, apode, color grigio piombo, lunghe 30-35 mm, compiono erosioni sulla parte interrata dei turioni. Tipula oleracea compie 2 generazioni all anno con adulti in aprile-maggio e in settembre-ottobre; le altre due specie compiono una sola generazione all anno. Le uova vengono deposte nel terreno, soprattutto ove esistono ristagni di umidità. DIFESA: trattamento con deltametrina al verificarsi dei primi danni. Tripide** (Thrips angusticeps ; Tisanott. Trip.). Di colore nerastro, lungo 1,5-2 mm, con ali oltrepassanti la lunghezza del corpo (f. macroptera) o raccorciate (f. brachyptera) infesta i turioni, localizzandosi sotto le brattee caulinari, compromettendone il valore commerciale. Compie 2 generazioni all anno e sverna interrato fino a 30-40 cm di profondità. DIFESA: intervento con deltametrina. c Marciume basale* (Phytophthora megasperma; Oomycota). Colpisce diversi organi della pianta. Le radici sviluppate assumono un colore bruno mentre quelle giovani diventano idropiche, i turioni appaiono marcescenti, svuotati e con la parte terminale ricurva, gli steli presentano un colore giallastro e lesioni basali imbrunite. Come conseguenza la produzione risulta fortemente ridotta. La malattia è favorita dalle piogge G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 224 5/30/18 9:06 AM f C t b fa n F fu m s a d d te a in F M to s s li m d q p a d n z R c z p n il ( m p d m te

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini