SEZIONE G

si e- e e o, ai. n, i; a auo a ae oei A Avena (Avena sativa) G 229 Calandra del riso*** (Sitophilus oryzae ; Col. Drioft.). Attacca i semi in magazzino, all interno dei quali si sviluppa la larva. ®Frumento per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Cappuccino dei cereali*** (Rhizopertha domenica ; Col. Bostr.). Attacca i semi in ma- gazzino, entro i quali si sviluppano le larve. ®Frumento per le caratteristiche dell insetto, la biologia e la difesa. Cecidomia dell avena** (Mayetiola avenae ; Ditt. Cecid.). Le larve (lunghe 4 mm, apo- de, fusiformi, di colore bianco-giallastro) si insediano nella parte basale del culmo, sotto le guaine, causando con la loro attività e l attacco enzimatico il rigonfiamento dei tessuti, l ingiallimento delle piante e perfino la loro morte. I danni maggiori sono prodotti dalla generazione autunnale, mentre minori sono quelli della generazione primaverile in quanto le larve si distribuiscono su vari nodi e in numero decrescente verso l apice della pianta. Gli adulti sono lunghi 4-5 mm, con capo e torace neri e addome grigio con sfumature rossastre. Le femmine depongono le uova lungo i solchi sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve neonate migrano verso il colletto e iniziano la loro attività sotto la guaina, all altezza di un nodo, e completato lo sviluppo si impupano in sito. Annualmente compie in genere 2 generazioni con il primo volo in marzo e il secondo in ottobre. DIFESA: adozione di provvedimenti agronomici (ricorso alla normale rotazione della coltura, posticipazione della semina, bruciatura delle stoppie infestate). Cecidomia distruttrice del grano* (Mayetiola destructor ; Ditt. Cecid.). Adulti e larve sono molto simili a Mayetiola avenae. Queste ultime producono danni simili a quelli della cecidomia dell avena. Rispetto a quest ultima presenta un maggiore numero di generazioni che può variare da 2-3 (quelle più frequenti) fino a 6 in alcune zone favorevoli. DIFESA: interventi agronomici come per Mayetiola avenae. Cecidomia equestre** (Haplodiplosis marginata ; Ditt. Cecid.). Le larve (apode, aran- ciate) si localizzano in gruppetti sotto la guaina fogliare dell ultimo e del penultimo internodo causando la comparsa di depressioni a sella sul culmo. ®Frumento per i caratteri e gli aspetti biologici del cecidomide. DIFESA: non necessaria. e ie Elateridi* (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. obscurus, A. sputator, ecc.; Col. Elater.). Le larve attaccano l apparato radicale causando la perdita delle giovani piante in autunno e la conseguente comparsa di fallanze nei seminativi. ®Bietola per i caratteri e gli aspetti biologici degli insetti. DIFESA: eventuale disinfestazione in pre-semina dei terreni infestati dalle larve con l impiego di geodisinfestanti microgranulari. oli Falsa tignola** [Nemapogon (5 Tinea) granella ; Lepid. Tin.]. Le larve rovinano le cariossidi in magazzino. ®Frumento per le caratteristiche dell insetto, la biologia e la difesa. n n- G Tignola fasciata*** (Plodia interpunctella ; Lepid. Piral.). Compiono erosioni sui semi in magazzino. ®Frumento per le caratteristiche dell insetto, la biologia e la difesa. Tignola grigia** (Ephestia kuehniella ; Lepid. Piral.). Compiono erosioni sui semi in magazzino. ®Frumento per le caratteristiche dell insetto, la biologia e la difesa. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 229 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini