9.3 Fungi o Eumycota

a si: ù n& ) ti ri e ao al o, s ooti ie a ti ne a- e ao e ie e e PROTOZOI, CROMISTI E FUNGHI G 23 le oosfere o l unica oosfera. L oosfera fecondata si trasforma poi in una spora duratura (oospora) con spessa parete e che resta quiescente prima di produrre un micelio diploide o uno sporangio con zoospore diploidi. Appartengono al phylum Oomycota, classe Oomycetes, numerosi ordini tra i quali si ricordano: Albuginales, Peronosporales e Pytiales. 1. Ordine Albuginales, con la famiglia Albuginaceae caratterizzata da zoosporangi catenulati su ife conidiofore a crescita definita, presenta parassiti obbligati agenti delle cosiddette ruggini bianche . Il genere più noto è Albugo (A. candida, tra le specie più note, causa la ruggine bianca delle crucifere). 2. Ordine Peronosporales comprende la famiglia delle Peronosporaceae con molteplici generi distinguibili morfologicamente dai loro conidiofori e all interno dei quali sono presenti importanti patogeni obbligati di piante. I generi sono Bremia (con Bremia lactucae agente della peronospora della lattuga), Peronospora (P. tabacina agente della peronospora del tabacco, P. brassicae della peronospora delle crucifere, P. farinosa f.sp. betae di peronospora della bietola, P. destructor di peronospora della cipolla), Pseudoperonospora (P. cubensis di peronospora delle cucurbitacee), Plasmopara (P. viticola che causa la ben nota peronospora delle vite, P. halstedii agente della peronospora del girasole) e Sclerospora (S. graminicola importante agente di peronospora di graminacee coltivate specialmente nei paesi tropicali e subtropicali). Infine, alla famiglia delle Peronosporaceae appartiene anche il genere Phytophthora che comprende importanti patogeni di piante arboree ed erbacee (P. cactorum, P. infestans, P. cryptogea, P. nicotianae). 3. Ordine Pythiales, con l importante famiglia delle Pythiaceae con zoosporangi su ife non differenziate o a crescita indefinita (P. debaryanum è uno degli agenti della moria di piantine nei semenzai di piante orticole). G 9.3 Fungi o Eumycota (o funghi propriamente detti). Sono organismi quasi tutti multicellulari (escluso il gruppo dei lieviti, che sono unicellulari). Alcuni possono raggiungere, in determinati periodi della loro vita, dimensioni macroscopiche come nel caso dei funghi a cappello . Essendo privi di clorofilla sono incapaci di utilizzare l anidride carbonica per la sintesi di sostanze organiche per cui vivono come parassiti o saprofiti a spese di piante e di substrati vegetali vivi o morti. Alcuni vivono in simbiosi associati ad alghe (licheni), altri legati a piante superiori (micorrize). Una caratteristica di questi organismi è l alternanza delle generazioni: essi infatti hanno la possibilità di sospendere la moltiplicazione conseguente all atto sessuale (con spore) e proseguire con una riproduzione asessuale, detta anche riproduzione agamica (con conidi ), che in molti micromiceti ha soppiantato del tutto l altra. Questa caratteristica conferisce agli organismi la dote di disporre in breve tempo di un gran numero di propaguli: il che spiega perché le malattie fungine possono avere imponenti manifestazioni epidemiche. Di norma la generazione sessuale si svolge nei mesi invernali e quando le condizioni ambientali non sono favorevoli, mentre l altra durante la vegetazione delle piante (così è per esempio nella ticchiolatura e oidio). Tale considerazione risulta valida anche per gli Oomycetes (Regno Chromista). Un altro aspetto singolare dei funghi, limitato a un numero relativamente piccolo di tipi, è l eteroicismo, G01_1_Fitopatologia.indd 23 15/06/18 09:23

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini