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G 234 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE aree allessate e con macchie inizialmente traslucide dall aspetto gelatinoso. Più tardi i fiori colpiti disseccano e rimangono appesi alla pianta per lungo tempo. Alla superficie delle parti colpite il fungo differenza organi di conservazione (sclerozi) che rimangono vitali per un paio d anni. Questi, in presenza di elevata umidità ambientale e temperature di 15-20 °C, germinano e originano un apotecio contenente aschi che lasciano schizzare ascospore responsabili delle infezioni primarie. Il micelio originato dalla germinazione delle ascospore differenzia enormi quantità di macroconidi responsabili delle infezioni secondarie. DIFESA: effettuare aerazioni delle coltivazioni serricole ed evitare la bagnatura degli organi fiorali durante la fioritura. Marciume radicale fibroso* (Armillaria mellea; Bas.). Si tratta di patogeno estrema- mente polifago che conduce a più o meno rapido deperimento e morte della pianta (®Pioppo). Muffa grigia*** (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Si tratta di un patogeno ubiquitario e polifago che interessa anche svariate piante ornamentali tra cui l azalea. Può colpire tutti gli organi aerei della pianta su cui si manifestano aree disseccate, spesso coperte dalla efflorescenza grigiastra formata dalle fruttificazioni agamiche del fungo. Gli attacchi sono favoriti da condizioni di elevata umidità. DIFESA: si basa principalmente sugli accorgimenti colturali in grado di limitare le bagnature della vegetazione. In caso di rischio infettivo elevato possono essere effettuate applicazioni di fungicidi antibotritici. Rizottoniosi** (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani; Bas.). Di ampia diffusione tra le piante ornamentali, il patogeno può interessare anche l azalea determinando marciumi che si ricoprono di muffa violacea a livello del colletto, con conseguente avvizzimento della pianta. Attacca preferibilmente le piante interessate da ristagno di umidità al colletto. DIFESA: basata su misure di prevenzione agronomica (evitare ristagni idrici, eliminare i residui infetti, aerare gli ambienti protetti), sulla disinfezione dei substrati di coltivazione con vapore o fungicidi (es. tolclofos methyl), sull applicazione di fungicidi in pre- o post-trapianto (es. tolclofos methyl, iprodione). Septoriosi* (Spherulina azaleae, syn. Phloeospora azaleae; Asc.). Colpisce le piante in serra e all aperto causando la comparsa di macchie gialle che scuriscono e rimangono contornate da un bordo rosso o porpora. Nell ambito dei tessuti compaiono elementi puntiformi neri (picnidi) che lasciano fuoriuscire picnoconidi ialini, filiformi, settati, appuntiti alle due estremità, che avviano le infezioni sulle foglie bagnate. Il fungo si conserva con le fruttificazioni picnidiche nelle foglie. DIFESA: distruzione delle foglie colpite; irrigazioni senza bagnare la vegetazione fogliare; interventi con ditiocarbammati e prodotti rameici. b Tumore batterico* (Agrobacterium tumefaciens; Gracilicutes) (®Acero). fis Clorosi e deperimenti fisiologici. Sintomatologie aspecifiche sono spesso causate, in azalea ma anche in rododendro, da coltivazioni in terreni e climi inadeguati rispetto a quelli originari. In particolare si tratta di clorosi ferrica dovuta a terreni calcarei o poco acidi; foglie necrotiche danneggiate dal freddo; bruciature e ustioni sulle foglie per eccesso di calore e luminosità; ecc. G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 234 5/30/18 9:07 AM

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini