SEZIONE G

G 244 g c f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE trappole cromotropiche di colore azzurro; impiego di antagonisti (Orius laevigatus, Amblyseius cucumeris); interventi con azadiractina, spinosad. Limacce** (Deroceras reticulatum, D. agreste; Gast. Agriolim.). Compiono erosioni fogliari, soprattutto durante i periodi caratterizzati da piogge che, mantenendo bagnate le foglie, favoriscono l attività delle suddette. DIFESA: distribuzione di esca a base di fosfato ferrico o di metaldeide. Moria delle piantine (Globisporangium ultimum, syn. Pythium ultimum; Oomycota). Il fungo determina la moria delle piantine. ®Melanzana. DIFESA: evitare i ristagni di umidità nel terriccio; intervento con promamocarb. Peronospora*** (Peronospora belbahrii; Oomycota). la malattia più temibile del basilico. Colpisce le foglie, sulla cui pagina inferiore determina la comparsa di una muffa dall aspetto fuligginoso. Le foglie colpite disseccano e le perdite produttive sono notevoli. Molto suscettibile è Ocimum basilicum; O. purpurescens e O. citridorum sono mediamente suscettibili, mentre O. americanum è resistente o tollerante. Il patogeno si conserva nei semi e la presenza di bassissime percentuali di semi infetti è sufficiente per lo sviluppo di forti infezioni. Condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia sono la presenza di elevata umidità ambientale e la bagnatura fogliare, accompagnate da temperature intorno ai 20-25 °C. DIFESA: impiego di varietà poco sensibili; ricorso alla concia a secco a 65 °C per 10 minuti; concia; evitare irrigazione per aspersione; trattamenti fogliari con fungicidi (es. azoxystrobin, boscalid 1 pyraclostrobin, pyraclostrobin 1 dimethomorph, metalaxyl-M 1 rame, sali rameici, mancozeb, mandipropamid, fluopycolide 1 propamocarb). Fusariosi** (Fusarium oxysporum f.sp. basilici; Asc.). La malattia causa l avvizzimento e la morte delle piante in seguito all occlusione dei vasi conduttori da parte delle strutture miceliali e dei tilli che la pianta produce per ostacolare la diffusione del micelio nel suo interno e alle alterazioni delle pareti dei vasi per effetto delle tossine prodotte dal fungo. Sezionando il fusto delle piante colpite si nota l imbrunimento dei vasi legnosi. Le infezioni si diffondono facilmente da una pianta all altra. Il decorso della malattia è molto rapido nelle giovani piante e queste muoiono nel volgere di appena 3-4 giorni. DIFESA: è problematica per la grande capacità di sopravvivenza del patogeno; molte possibilità sono offerte dall impiego di terriccio vergine, o sterilizzazione con calore, e dal rapido allontanamento delle piante sintomatiche. Gamba nera del basilico (Plectosphaerella cucumerina, syn. Fusarium tabacinum; Asc.). Determina l annerimento del gambo senza per altro causare avvizzimenti vegetativi tipici delle tracheofusariosi. L alterazione pregiudica la commercializzazione del basilico fresco in mazzetti. DIFESA: eliminazione delle piante sintomatiche e trattamenti con sali rameici. Macchia nera** (Colletotrichum gloeosporioides; Asc.). Determina la comparsa di macchie necrotiche rotondeggianti di colore bruno scuro e con contorno netto che si manifestano dapprima sulle foglie cotiledonari, per poi interessare le foglie vere e il fusto. Le infezioni sono favorite da elevati tassi di U.R. e da temperature di 15-20 °C. DIFESA: ricorso al trattamento con boscalid 1 pyraclostrobin. Marciume del colletto** (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani; Bas.). La malattia colpisce la parte basale del fusto con comparsa di una necrosi interessante l intera circonferenza. DIFESA: utilizzare terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; evitare i ristagni di umidità nel terriccio; impiego di Trichoderma spp. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 244 5/30/18 9:09 AM a r M s a d g to z d M te c le ( O p L n le b i B P in r s A a s s a C a r d C r d d C le s r c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini