SEZIONE G

G 246 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE le r r Cotonello longispino o longiraggiato* (Pseudococcus longispinus; Rinc. Pseud.). Ha il corpo ovale, aranciato, coperto di polvere cerosa, fornito di 34 raggi cerosi, dei quali i due caudali sono lunghi quanto il corpo o anche più. Compie più generazioni partenogenetiche all anno, con contemporanea presenza dei diversi stadi di sviluppo. DIFESA: ®Planococcus citri. v Emiberlesia* (Hemiberlesia rapax; Rinc. Diasp.). Presenta scudetti subcircolari del dia- metro di mm 1,5-2 e di colore nocciola, fortemente convessi in corrispondenza delle spoglie esuviali. Infesta le foglie formando talora masse crostose. Ovipara e partenogenetica, nei nostri ambienti compie in genere un paio di generazioni con accavallamento dei diversi stadi. DIFESA: intervento con olio bianco, buprofezin, o impiego di clorpirifos-methyl alla nascita delle neanidi. f M c fo Oziorrinco* (Otiorhynchus rugosustriatu; Col. Curcul.). Gli adulti compiono erosioni sul margine fogliare, mentre le larve danneggiano le radici. Gli attacchi sono alquanto sporadici. ®Fragola per gli aspetti morfologici e biologici e per la difesa. i ® Tripide* (Thrips simplex; Tisanott. Trip.). Causa la comparsa di rugginosità sulle foglie c M e depigmentazioni sui fiori. ®Gladiolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: ricorso a trattamenti con spinosad. f B le foglie, sulle quali compaiono macchie farinose di colore bianco con odore di fungo fresco. Maggiormente suscettibili sono le piante che vegetano in posizioni ombreggiate e le infezioni maggiori avvengono durante periodi caratterizzati da elevata umidità ambientale. DIFESA: ricorso ad interventi con antioidici (zolfo, triazoli) alla comparsa della malattia o durante i periodi più favorevoli allo sviluppo delle infezioni. cescenza delle radici con conseguente ingiallimento e avvizzimento fogliare. Il fungo è un parassita da debolezza che contamina le piante che vegetano su substrati con ristagni di umidità e troppo compatti. Il micelio fungino penetra nelle radici, invadendo i vasi conduttori. La conservazione è assicurata da spore resistenti (clamidospore o macroconidi nerastri riuniti in corte catene), ma è in grado di vivere come saprofita su materiali vegetali morti. Il fungo è infatti comune nei terreni umiferi e nei terricci ottenuti da foglie. DIFESA: scelta di un idoneo substrato di allevamento atto ad assicurare l arieggiamento radicale, miscelando al terriccio vermiculite, perlite e sabbia; sterilizzazione del terriccio con vapore surriscaldato o disinfezione con Trichoderma harzianum, dazomet, metam-sodio. Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Colpisce le foglie e i fiori con macchie imbrunite e successiva morte dei tessuti. Alla superficie delle parti colpite, in presenza di elevata umidità ambientale, compare una muffa grigia costituita dalla vegetazione conidica del fungo. La malattia è favorita da elevati tassi di umidità ambientale. DIFESA: interventi con fungicidi (antibotritici). Macchie d olio* (Xanthomonas axonopodis pv. begoniae; Gracilicutes). La malattia compare sulle foglie con macchie rotondeggianti, traslucide, che si estendono dal bordo verso l interno del lembo fogliare. Lesioni cancerose si formano anche sullo stelo, sulle ramificazioni e sui piccioli, mentre le barbatelle marciscono. Maggiormente suscettibili sono le varietà Tuberosa, Gloria di Lorena ed Elatior, mentre resistenti sono G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 246 5/30/18 9:09 AM P M Mal bianco** (Golovinomyces orontii, syn. Oidium begoniae; Asc.). Il fungo colpisce v P fis. N n m i p s p Marciume delle radici* (Thielaviopsis basicola, syn. Chalara elegans; Asc.). Causa la mar- b M n fo fi D i A A n A te L g u c q d a A p a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini