SEZIONE G

G 248 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE nervatura mediana per poi arrotolarne la parte tagliata e formare una struttura a forma di bariletto nel quale depone in genere un uovo, eccezionalmente 2-3. All interno di questo la larva si sviluppa in 30-45 giorni per poi dare l adulto in settembre, destinato a svernare rifugiato nella lettiera di foglie sottostante le piante. DIFESA: non opportuna. Bombice del salice** (Leucoma salicis; Lepid. Limantr.). Le larve divorano le foglie, ma essendo gli attacchi alquanto sporadici e compiuti per lo più da un limitato numero di larve i danni arrecati sono di scarso interesse. ®Pioppo per gli aspetti morfologici e biologici dell insetto. DIFESA: non necessaria. Cerambici* (Cerambix scopoli, Eupogonocherus hispidus, Lamia textor, Rhagium bifa- d n F c li v c n s sciatum, Rhagium mordax, Rhagium sycophanta, Saperda scalaris; Col. Ceramb.). Le larve scavano gallerie nel legno, ma gli attacchi sono alquanto sporadici. Per gli aspetti morfologici e biologici ®Pioppo per C. scopoli, Fico per Eupogonocherus hispidus, Abete rosso per R. bifasciatum, mordax e sycophanta. c le b Cerambicide cinese*** (Anoplophora chinensis; Col. Ceramb.). un cerambicide di P colore nero con macchie bianche sulle elitre, il cui corpo è lungo 35 mm nella femmina e 25 mm nel maschio. Gli adulti compaiono in piena estate (da giugno a tutto agosto) e compiono decorticazioni sulla parte distale dei rametti. Le larve si sviluppano scavando gallerie nel legno delle radici più grosse e nella parte basale del fusto e gli adulti fuoriescono aprendosi fori circolari del diametro di 15-20 mm. ®Acer spp. per gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. Cimatofora* (Tethea duplaris; Lepid. Tiatir.). Gli adulti (40 mm di apertura alare) hanno ali grigio-violacee, a volte grigio scure, talora nere. La larva è glabra, giallo-grigia con capo giallo-rossiccio, lunga 40-45 mm. Essa compie erosioni a carico del parenchima fogliare, rispettando le nervature. Il lepidottero compie 2 generazioni all anno (in giugno-luglio e in agosto-settembre), arrecando danni di trascurabile interesse. DIFESA: non giustificata. Cimbice femorata* (Cimbex femorata; Imen. Cimb.). Compie una generazione all an- no con volo degli adulti in primavera e svernamento allo stato di eopupa nel terreno entro un compatto bozzolo. La larva (lunga 45 mm a maturità) è di colore bianco latteo con capo bianco, una linea longitudinale e dorsale di tacche nere e i fianchi interessati da tacche nere intramezzate da altre giallo canarino. Essa vive isolata compiendo erosioni fogliari. DIFESA: non giustificata. Cocciniglia gobba della quercia* (Parthenolecanium rufulum; Rinc. Cocc.). di for- ma ovale-allungata, convessa, dorsalmente rossastra e con fascia perimetrale grigia o giallastra. Infesta i rami e compie una sola generazione partenogenetica all anno con nascita delle neanidi in giugno luglio e svernamento con neanidi della II età. DIFESA: non giustificata. Dasichira** (Elkneria pudibunda; Lepid. Limantr.). Le larve (50 mm di lunghezza) sono di colore verde pallido con aree intersegmentali nere vellutate, presentano spazzole di peli gialli sui primi 4 segmenti addominali e un ciuffo di peli rossi caudali. Compie una generazione all anno con volo degli adulti dalla metà maggio a quella di giugno e svernamento allo stadio di crisalide entro un bozzolo, in terra o fra le foglie secche del sottobosco. DIFESA: non opportuna. Elasmuca* (Elasmucha grisea; Rinc. Acant.). L adulto è giallastro o grigiastro, più o meno rossastro o rosa, punteggiato, ventralmente fulvo, con lo scuto interessato G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 248 5/30/18 9:09 AM If d z z R a n o R g L a la L p r R c fo a R c fu a S b r e m a d

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini