SEZIONE G

a di a . e, o e e ti - di a e o iti o o e, e . no o ti o- ro n A: ) zmo e ù o B Betulla [Betula pendula (5 alba)] G 249 da una macchia scura a forma di Y. Sverna da adulto e compie una sola generazione all anno. Le forme giovanili vivono in gruppo, vigilate dalla madre. DIFESA: non giustificata. Falena brumale del faggio* (Operophthera fagata; Lepid. Geom.). La larva (lunga 2,5 cm), verde-giallastra, più scura dorsalmente con il dorso percorso da bande longitudinali biancastre, compie erosioni fogliari, rispettando la sola nervatura centrale. Gli adulti volano in ottobre-inizio novembre e depongono le uova incollandole in gruppetti alla corteccia della parte più alta dei grossi rami, spesso nascoste in mezzo ai licheni. Le larve nascono alla ripresa vegetativa e in giugno, completato lo sviluppo, si lasciano cadere al suolo per interrarsi ed estivare allo stato di crisalide. DIFESA: non opportuna. Ifantria* (Hyphantria cunea; Lepid. Arct.). Le larve avvolgono la vegetazione posta all api- ce dei rami, formando nidi sericei all interno dei quali divorano le foglie. Nei casi più gravi le larve scheletrizzano la vegetazione di interi rami. ®Gelso per gli aspetti morfologici e biologici del lepidottero. DIFESA: trattamento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki. Punteruolo del pioppo** (Cryptorhynchus lapathi; Col. Curcul.). La larva attacca il fusto delle giovani betulle per scavare una galleria che, ad anello, si approfondisce fino alla zona midollare. La parte sovrastante deperisce e dissecca e il fusto può stroncarsi sotto l azione del vento. ®Pioppo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: non necessaria. Rinchiti del faggio* (Chonostrophus tristis, Deporaus mannerheimi; Col. Curcul.). Gli adulti arrotolano il lembo delle foglie per formare una sorta di sigaro nel quale depongono le uova. Le larve si sviluppano a spese dei sigari disseccati rimasti appesi alla pianta o caduti a terra. ®Faggio per gli aspetti biologici dell insetto. DIFESA: non opportuna. G Rinchite della betulla** (Deporaus betulae; Col. Curcul.). Gli adulti (2,5-4 mm di lun- ghezza, nero lucenti, punteggiati e con fine peluria eretta) compaiono in maggio. La femmina ritaglia il lembo fogliare secondo due sinusoidi contrapposte e giungenti alla nervatura mediana per poi arrotolarne le parti per formare una sorta di cono spiralato con il vertice vero il basso. Nell interno di questo depone un uovo, raramente 2-3. La larva completa lo sviluppo in un mese per poi abbandonare il cono fogliare e compiere la metamorfosi nel terreno entro una cella terrosa, nella quale in nuovo adulto rimane riparato per poi fuoriuscire nella successiva primavera. DIFESA: non opportuna. Rodilegno giallo*** (Zeuzera pyrina; Lepid. Coss.). Le larve (gialle con punti neri, con capsula cefalica e placca toracica nere, lunghe 5 cm) scavano, nei rami, gallerie dal cui foro di uscita fuoriescono rosura in forma granulare e liquido linfatico. ®Pero per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. Rodilegno rosso** (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con capo e 2 macchie protoraciche neri, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, nel fusto, gallerie dal cui foro di uscita fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. Scolitide della betulla* (Scolytus ratzeburgi; Col. Scol.). Gli adulti sono di colore nero brillante, lunghi mediamente circa 5 mm. La femmina depone le uova lungo una galleria materna sottocorticale che decorre parallela alle fibre legnose e che intacca il libro e il legno. Le larve scavano gallerie individuali perpendicolari a quella materna e a maturità si impupano all estremità delle loro gallerie per dare gli adulti che fuoriescono aprendosi fori rotondi nella corteccia. Compie una generazione all anno con comparsa degli adulti in maggio. DIFESA: abbattimento delle piante deperite e infestate. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 249 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini