Bignonia

0 a li e B Bosso (Buxus sempervirens, B. pumila) in concomitanza di periodi con ripetute piogge. Il fungo si conserva con periteci che si differenziano nelle foglie cadute al suolo. DIFESA: non necessaria. b Colpo di fuoco batterico*** (Erwinia amylovora; Gracilicutes). Colpisce foglie, ger- i Cocciniglia barchetta* (Parthenolecanium corni; Rinc. Cocc.). La cocciniglia (di forma oe a a ni o o s - e n te e e i uee e a, mogli, rami e frutti. Sulle foglie si manifesta con ampie macchie necrotiche; i germogli disseccano e presentano l apice ricurvo a pastorale; sui rami si formano cancri con essudati batterici; sui frutti compaiono macchie necrotiche con emissione di essudato batterico. La vegetazione colpita sembra sia stata lambita dal fuoco. I cancri dei rami costituiscono la sede di conservazione del batterio e le fonti d inoculo. DIFESA: soppressione delle piante colpite, in attuazione del Decreto di Lotta Obbligatoria 27/3/1996 (G.U. 5/4/96 n. 81); ricorso a trattamenti con sali rameici all approssimarsi della fioritura e dopo forti temporali o grandinate. Bignonia (Bignonia argyreo-violascens) e, n e e, cti pe e i. n- G 251 gibbosa, con tegumento rosso mattone e dimensioni di 4-5 3 3-4 mm) infesta le parti legnose. Sverna con neanidi di II età e compie 2 generazioni all anno, con nascite delle neanidi nella seconda metà di giugno e a metà agosto. DIFESA: trattamento con olio bianco alla fine dell inverno oppure con clorpirifos-methyl o buprofezin alla nascita delle neanidi. Bosso (Buxus sempervirens, B. pumila) i G Cecidomia del bosso*** (Monarthropalpus buxi; Ditt. Cecid.). Le larve (all inizio bian- che ed infine di colore aranciato) formano mine fogliari rotondeggianti, ampollose, rigonfie sul lato inferiore della foglia. Le foglie ingialliscono e disseccano. All interno della mina la larva matura compie la metamorfosi per dare l adulto che fuoriesce lacerando l epidermide della parte minata. L insetto compie una generazione all anno con svernamento da parte delle larve di III età, impupamento all interno delle mine e volo degli adulti ai primi di maggio. DIFESA: operazioni di potatura e distruzione del materiale asportato all inizio della primavera, prima della formazione delle pupe. Pinnaspide del bosso** (Pinnaspis buxi; Rinc. Diasp.). caratterizzata da follicoli fem- minili mitiliformi-allungati, lunghi 1,5-2 mm. Specie partenogenetica, compie più generazioni all anno. DIFESA: trattamento con olio bianco o con buprofezin. Piralide del bosso*** (Cydalima perspectalis; Lepid. Cramb.). sicuramente l insetto più dannoso del bosso. Di origine asiatica (Cina, Giappone, Corea, Russia asiatica) ed intercettato in Germania nel 2006, si è poi diffuso in gran parte dell Europa invadendo anche l Italia, soprattutto le regioni settentrionali. Gli adulti sono lunghi 15-18 mm e hanno un apertura d ali di 25-35 mm. Le ali anteriori sono di colore bianco madreperla e bordate di marrone, ma esiste anche una forma melanica, interamente marrone. Le larve (35 mm a completo sviluppo) hanno il capo nero e la restante parte del corpo è percorsa da bande alterne, sfumate di giallo e di verde, con coppie di verruche pilifere nere e una banda laterale tratteggiata di nero. Compie 3 generazioni all anno e sverna con giovani larve protette sulle foglie entro un ricovero sericeo, per poi riprendere l attività all inizio della primavera. Raggiunta la maturità si incrisalidano e gli adulti compaiono nella prima metà di giugno. Le femmine depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie in piccole placche embricate. Le larve della prima generazione nascono a partire dalla metà di giugno e nel corso della stagione seguono altre due generazioni G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 251 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini