Buddleia

G 252 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE con nascite larvali nell ultima decade di luglio e a metà settembre. I danni arrecati sono notevoli in quanto la vegetazione delle piante viene interamente distrutta. DIFESA: intervento a inizio primavera, contro le larve che riprendono l attività, e alla nascita delle successive generazioni impiegando Bacillus thuringiensis var. kursatki e aizawai o etofenprox. v in C a in p e Psilla del bosso*** [Cacopsylla (5 Asphagidella) buxi; Rinc. Afalar.]. Infesta le giovani foglie che, sotto l effetto delle sue punture, si deformano a cucchiaio e vanno successivamente incontro all arrossamento e, talora, al disseccamento. Sverna con neanidi di prima età all interno di uova deposte sotto le scaglie delle gemme e compie una sola generazione all anno con evasione delle neanidi in aprile. DIFESA: moderazione degli interventi fertilizzanti, ricorso a potature di sfoltimento della vegetazione ed eventuale ricorso al trattamento con piretroidi solo in caso di forti attacchi sulle giovani piante. C è m o Ricania* (Ricania speculum; Rinc. Rican.). ®Mimose. C Tortrice mediterranea* (Cacoecimorpha pronubana; Lepid. Tortr.). Le larve accartoc- r a ciano le giovani foglie poste all apice dei germogli e, in seguito al dispiegamento del lembo, le foglie si presentano erose. ®Garofano per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: le infestazioni larvali sulle giovani piante possono essere contenute con spinosad, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. a f Ragnetto bruno del bosso** (Eurytetranychus latus; Acar. Tetranich.). Le femmine (0,5 mm di lunghezza) sono di forma subsferica e di colore verde oliva, mentre i maschi (leggermente più piccoli) sono riconoscibili per le zampe molto lunghe. Sverna con uova esposte sui rametti e sulle foglie e compie svariate generazioni all anno, con cicli di 20-25 giorni, causando la comparsa di punteggiature decolorate, la bronzatura e la caduta delle foglie. DIFESA: intervento alla comparsa dei primi danni impiegando acaricidi. m m d r tr re una vegetazione fungina bianco-candida, fioccosa, con rete miceliale a trama larga, talora avvolgente l intera parte colonizzata. La malattia ha un notevole effetto dannoso sulla vegetazione e può condurre a morte la pianta. un parassita che si sviluppa nei terreni umidi e compatti. Il microrganismo si conserva nel terreno per diversi anni sui resti radicali di piante colpite dalla malattia. DIFESA: ricorso a provvedimenti agronomici (eliminazione di ristagni di acqua, estirpazione e distruzione delle piante colpite). E Ruggine* (Puccinia buxi; Bas.). Si manifesta sulla pagina inferiore delle foglie con a u b Buddleia (Buddleia davidii) Mosaico* (Alfalfa mosaic virus 5 AMV, gen. Alfamovirus). Si manifesta con un mo- saico giallo o anulature del lembo fogliare accompagnate da riduzioni dello sviluppo della pianta e del numero dei fiori. AMV è trasmesso da afidi in modo non persistente. DIFESA: coltivazione di piante indenni e soppressione di quelle sintomatiche. Camelia (Camellia japonica) i C Marciume radicale** (Rosellinia necatrix; Asc.). Nelle parti basali della pianta compa- piccole pustole rotondeggianti, rilevate, rosso-brune contenenti materiale polverulento costituito da una miriade di spore che assicurano la propagazione delle infezioni. DIFESA: ricorso a trattamenti con sali rameici e triazoli. v C L ® p Afide nerastro degli agrumi** (Toxoptera aurantii; Rinc. Afid.). Di colore bruno, in- festa le foglie di nuova emissione, senza peraltro causare rallentamenti e deperimenti G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 252 5/30/18 9:09 AM D c e b O f B d s n P m t fu c fo

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini