SEZIONE G

C Camelia (Camelia japonica) onsx. vegetativi. Le colonie vengono spesso decimate da parassitoidi. DIFESA: non necessaria in quanto le colonie subiscono elevatissimi livelli di parassitizzazione. Cocciniglia bassa degli agrumi* (Coccus hesperidum; Rinc. Cocc.). Di forma ovaleappiattita, di colore giallo-verdastro o bruno con screziature più scure, infesta la pagina inferiore delle foglie. Produce melata che imbratta la vegetazione e consente lo sviluppo della fumaggine. ®Limone per aspetti biologici. DIFESA: intervento con olio bianco estivo o con buprofezin alla nascita delle neanidi. ni sdi a li e Cocciniglia fioccosa* (Pulvinaria floccifera; Rinc. Cocc.). Infesta le foglie, sulle quali è facilmente visibile per l ovisacco bianco delle femmine. ®Pittosporo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervenire alla nascita delle neanidi con buprofezin, olio bianco. Cocciniglia rossa forte** (Aonidiella aurantii; Rinc. Diasp.). La cocciniglia è caratte- rizzata da scudetti femminili color nocciola, mentre il corpo è giallo. ®Limone per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con olio bianco, buprofezin, pyriproxifen. cel ti e Cocciniglia bianca-rossa degli agrumi* (Chrysomphlaus dictyospermi; Rinc. Diasp.). La cocciniglia si insedia sulle foglie causandone l ingiallimento e il disseccamento. ®Arancio per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: trattamento con buprofezin, pyriproxifen, olio bianco. e aa n a o minili grigiastri, di forma ovale-allungata con esuvia della prima età sporgente oltre il margine. Il corpo è rosso vinoso. Infesta la pagina superiore e le ramificazioni, formando talora incrostazioni. Sverna solitamente come femmina adulta e compie 2-3 generazioni all anno con nascite delle neanidi della prima generazione in maggio. DIFESA: trattamento con olio bianco, buprofezin, pyriproxyfen alla nascita delle neanidi. Emiberlesia gobba delle ornamentali*** (Hemiberlesa rapax 5 H. camelliae; Rinc. Diasp.). Infesta foglie e ramificazioni. caratterizzata da scudetti femminili color nocciola, ovali, fortemente convessi con esuvie eccentriche e nerastre. partenogenetica e sverna con forme giovanili. DIFESA: intervento con olio bianco estivo, pyriproxifen, buprofezin. Oziorrinchi*** (Otiorhynchus sulcatus, O. armadillo, O. difficilis; Col. Curcul.). Gli adulti, di colore bruno-nerastro, compiono erosioni sul margine fogliare. Depongono le uova nel terreno e le larve si sviluppano a spese dell apparato radicale. DIFESA: distribuzione, nel terreno, di sospensioni di nematodi parassiti (es. Heterorhabditis megidis). n o E- nti G Cocciniglia viola della camelia** (Parlatoria camelliae; Rinc. Diasp.). Ha follicoli fem- aa, o ei ui o). oo e. G 253 f Bolla* (Exobasidium japonicum; Bas.). Il fungo causa la comparsa di foglie inspessite, deformi e bollose. Le infezioni avvengono in primavera, favorite da condizioni di persistente umidità. DIFESA: intervento a fine inverno, in occasione di un apprezzabile innalzamento termico e in previsione di un periodo con piogge, impiegando sali di rame. Pestalozzia** (Pestalotiopsis guepinii; Asc.). Il patogeno porta alla comparsa di ampie macchie irregolari di colore grigio contornate da un bordo più scuro. Nell ambito dei tessuti alterati compaiono picnidi, sotto forma di punti neri, che erompono lasciano fuoriuscire picnoconidi destinati a diffondere le infezioni. DIFESA: riduzione degli eccessi di umidità nelle serre; riduzione della densità delle piante; ricorso a fertilizzazioni fosfo-potassiche; asportazione delle foglie colpite; interventi con sali rameici. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 253 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini