Campanule

G 254 v AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Maculatura gialla* (Camellia yellow mottle virus 5 CaYMoV). La sua manifestazione prin- cipale consiste in striature o macchie quasi bianche sui petali delle varietà a fiore rosa o rosso. Le foglie possono presentare macchie clorotiche o gialle oppure macchie anuliformi di tipo necrotico. La sindrome, causata da un virus non ancora completamente caratterizzato, è trasmissibile per innesto. DIFESA: impiego di materiale di propagazione sano. c c l m z p mento e la cascola dei bottoni fiorali. In serra la fisiopatia è legata ad eccessi di acqua e di calore e all insufficiente luminosità. DIFESA: all interno delle serre, riduzione delle condizioni che favoriscono l insorgenza della fisiopatia. Campanule (Campanula spp.) Mal bianco* (Golovinomyces cichoracearum, syn. Erysiphe cichoracearum; Asc.). Co- f mune a tutti gli oidi è la formazione di macchie bianche e farinose alla superficie delle foglie. Quelle colpite ingialliscono e disseccano. DIFESA: intervento con zolfo e triazoli. Ruggine* (Coleosporium tussilaginis; Bas.). Causa la comparsa di pustole rugginose aranciate (uredosori) e bruno-rossastre (teleutosori) sulla pagina fogliare inferiore. Le foglie colpite ingialliscono e disseccano. una ruggine eteroica con campanule che costituiscono l ospite sul quale si sviluppano le forme uredo- e teleutosporica, mentre sugli aghi delle conifere si sviluppa la forma ecidica. DIFESA: intervento con zolfo e triazoli. v M p s n s p M d p d te z Maculatura necrotica* (Impatiens necrotic spot virus 5 INSV, gen. Tospovirus). L infe- zione induce mosaico o maculature necrotiche sulle foglie e riduzione di sviluppo della pianta. Trasmissione di INSV e criteri di DIFESA: ®Avvizzimento maculato del pomodoro. M Afide verde* (Phorodon cannabis; Rinc. Afid.). Gli individui sono di colore verde e infestano i germogli e la giovane vegetazione fogliare. a comportamento monoico. DIFESA: non giustificata. a u fu te D Altica verde* (Psylliodes attenuata; Col. Crisom.). di colore verde metallico con fe- S Canapa (Cannabis sativa) i O p lo P fis Cascola dei bottoni fiorali**. una malattia di natura fisiopatica che causa l imbruni- f M mori posteriori ingrossati, atti al salto. Compie erosioni a carico delle foglie, rispettando l epidermide opposta e il reticolo delle nervature, causando il disseccamento delle parti danneggiate. Le larve si sviluppano a spese dell anello corticale delle radici. Compie una generazione all anno, con ovodeposizioni in maggio al colletto delle piante e svernamento allo stato adulto riparato nel suolo. DIFESA: non giustificata. a s d m S Altica gialla* (Crepidodera ferruginea; Col. Crisom.). L adulto è di colore giallo-castano p te c n D lucente, con femori posteriori ingrossati atti al salto. Compie piccole erosioni rotondeggianti rispettando l epidermide opposta, riuscendo talora a crivellare l intero lembo fogliare. Svolge una generazione all anno e sverna allo stato adulto riparato alla superficie del suolo. Le larve si sviluppano a spese dell apparato radicale. DIFESA: non giustificata. Cidia del trifoglio* (Cydia compositella; Lepid. Tortr.). La larva, inizialmente color crema ed infine rossastra, mina il picciolo fogliare e danneggia le infiorescenze femminili. Il lepidottero sverna come larva matura diapausante nel terreno. Compie 2 generazioni all anno con voli in maggio e in luglio. DIFESA: non giustificata. Piralide del mais* (Ostrinia nubilalis; Lepid. Cramb.). Le larve scavano gallerie midol- lari nel fusto. ®Mais per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: non giustificata. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 254 5/30/18 9:09 AM b B g m c d in

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini