SEZIONE G

ei oae e, e. n li C Carciofo (Cynara scolymus) e Cardo (Cynara cardunculus) G 257 Depressaria*** (Depressaria erinaceella; Lepid. Depress.). Le larve (color verde spor- co o rosso mattone, lunghe 15-20 mm) compiono erosioni all interno dei capolini. Gli adulti volano in giugno-luglio o addirittura solo in settembre. Dalle uova deposte in gruppetti lungo la nervatura della pagina inferiore nascono larve che minano la nervatura principale per poi penetrare nei capolini. Raggiunta la maturità in aprile, abbandonano i capolini infestati per incrisalidarsi nel terreno entro un bozzoletto sericeo. DIFESA: realizzazione di 2-3 interventi, nel periodo delle nascite larvali, con piretroidi, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Depressaria delle foglie* (Agonopteryx subpropinquella; Lepid. Depress.). La larva, verde con capo e placca pronotale di colore nero, compie erosioni sulla pagina superiore dell estremità del lembo fogliare, unendo le due metà con fili sericei. Gli adulti compaiono in primavera, ma gli accoppiamenti e le ovodeposizioni avvengono solo in ottobre-novembre. Le larve svolgono dapprima attività minatrice a spese delle foglie per poi condurre vita ectofita. DIFESA: non necessaria. Mosca degli acheni del carciofo* (Terellia fuscicornis; Ditt. Tefrit.). L adulto è di colo- ara o re giallo ocra, lungo circa 1 cm. Le femmine depongono le uova nei capolini nella fase che precede la fioritura. Le larve si sviluppano a spese de ricettacolo, impedendo la formazione degli acheni e svuotando quelli già formati. Il dittero compie 2 generazioni all anno: la prima in giugno-luglio, la seconda dalla fine di agosto al mese di ottobre. Lo svernamento avviene allo stato di larva matura in diapausa. DIFESA: eventuale intervento in pre-antesi con piretroidi. e rr e. Mosca minatrice*** (Agromyza apfelbecki; Ditt. Agrom.). Le larve, bianche e lunghe fino m, vil na Nottue del carciofo*** (Gortyna xanthenes, G. flavago; Lepid. Nott.). Le larve (color gial- o a a a e a no a e ri. G a 6-7 mm, scavano gallerie nelle nervature, intaccando anche i tessuti limitrofi. Gli adulti sono piccole mosche nere di 3-4 mm, ricoperte di pubescenza grigia. In un anno si susseguono 2-3 generazioni e l inverno viene trascorso allo stato larvale entro le coste fogliari minate. DIFESA: intervento con piretroidi alla comparsa delle mine iniziali. lo ocra con macchie bianche e grossi tubercoli piliferi neri) scavano gallerie nelle coste fogliari, nell asse dei capolini e scendono al piede della pianta per incrisalidarsi. Le nottue compiono una generazione all anno con voli di G. xanthenes in settembre-ottobre o addirittura in luglio. Le larve di questa nascono in gennaio-febbraio (in Sardegna in settembreottobre). Le larve della seconda specie nascono in primavera. DIFESA: interventi, ripetuti 3-4 volte nel periodo delle nascite larvali, con l impiego di piretroidi e formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Piralide dei capolini* (Loxostege martialis; Lepid. Cramb.). La larva (verde, con due serie longitudinali di tacche nere) compie erosioni alla base delle brattee dei capolini. Il lepidottero compie 2 generazioni all anno con voli alla fine di aprile o in maggio e all inizio di agosto. Lo svernamento avviene allo stato larvale nel terreno e la metamorfosi si compie all inizio della primavera. DIFESA: eventuale intervento con piretroidi e formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla nascita delle larve. Piralide del mais* (Ostrinia nubilalis; Lepid. Cramb.). La larva, biancastra con aree pilifere scure, scava gallerie nelle coste fogliari. ®Mais per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Punteruoli del carciofo** (Larinus cynarae, L. scolymi; Col. Curcul.). Svernano allo stato adulto. Il primo compare in maggio e compie perforazioni sulle foglie, sull asse G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 257 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini