SEZIONE G

G 258 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE dei capolini e sulle brattee. Depone, fino ai primi di luglio, uova isolate in mezzo alle brattee dei capolini e le larve (bianche e apode) minano la base delle brattee per poi approfondirsi nel ricettacolo. Raggiunta la maturità in 40-55 giorni compiono la metamorfosi per dare i nuovi adulti. La seconda specie depone le uova sui filamenti dei capolini, uniti e agglutinati con una sostanza vischiosa emessa all atto dell ovodeposizione. Le larve divorano gli acheni immaturi, senza penetrare nel ricettacolo. DIFESA: intervento contro gli adulti con piretroidi. Riparia purpurata* (Rhyparia purpurata; Lepid. Arct.). Le larve, ornate di peli color ruggine e lunghe fino a 3 cm, compiono erosioni fogliari. Il lepidottero sverna allo stato di larva giovane riparata alla superficie del suolo o in occasionali ricoveri e compie 2 generazioni all anno con larve della prima generazione attive fino a tutto luglio e quelle della seconda che compaiono in settembre. DIFESA: intervento con piretroidi e formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Rodilegno rosso** (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve, di colore rosso, scavano gallerie alla base del fusto o nei carducci. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto. DIFESA: distruzione dei carducci infestati. Sferoderma* (Sphaeroderma rubidum, S. testaceum; Col. Crisom.). Gli adulti hanno il corpo emisferico e una livrea rosso-ferruginea. Essi compaiono in aprile e compiono piccole erosioni rotonde, rispettando l epidermide opposta. Dopo aver estivato depongono le uova sulla nervatura fogliare. Le larve penetrano entro le nervature, quindi nel parenchima fogliare, per formare una mina serpentiforme. Questa viene abbandonata dalla larva matura che scende nel terreno per trascorrere l inverno e compiere poi la metamorfosi all inizio della primavera. DIFESA: non necessaria. Sputacchina* (Philaenus spumarius; Rinc. Cercop.). Le forme giovanili si localizzano alla base dei capolini e la loro presenza è resa evidente dalle masse schiumose all interno delle quali si proteggono. I danni arrecati sono di scarso interesse. DIFESA: non necessaria. Tignole del carciofo* (Tebenna bjerkandrella, T. micalis; Lepid. Coreut.). Le larve (di colore verde) formano all inizio una mina più o meno allargata a spese del mesofillo fogliare. In seguito conducono vita ectofita e, protette sotto una trama sericea fusiforme, compiono erosioni sulla pagina inferiore delle foglie. Svolgono almeno tre generazioni all anno e svernano in genere allo stato larvale o di crisalide, ma non si esclude che possano superare l inverno anche allo stato adulto. DIFESA: non necessaria. Vanessa*** [Cynthia (5 Vanessa) cardui ; Lepid. Nimf.]. Le larve, fornite di processi spiniformi, compiono erosioni fogliari riuscendo talora a scheletrizzare l intero apparato aereo. Il lepidottero sverna allo stato di crisalide e compie 1-3 generazioni all anno. DIFESA: intervento con formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. g Lumache e limacce*** (Cantareus sp., Helicella sp., Helix pomatia; Gast. Elic., De- roceras reticulatum; Deroceras agreste ; Gast. Arion.). Compiono erosioni fogliari, riuscendo talora a scheletrizzare interamente l apparato fogliare. I danni si verificano durante periodi con prolungata bagnatura del terreno e della vegetazione. DIFESA: distribuzione di calce, su fascia di terreno della parte perimetrale dell appezzamento, per ostacolare l entrata dall esterno delle limacce; distribuzione di esche commerciali a base di metaldeide o di methiocarb; ricorso alla lotta biologica con la distribuzione di sospensioni del nematode molluschicida Phasmarhabditis hermaphrodita. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 258 5/30/18 9:09 AM c f P c s a L s p c z c m A p io p a in s M n in c g s d r D n in M r n in c d s z s p r q d s z m c a C

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini