SEZIONE G

G 260 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Oidio o Mal bianco** (Leveillula taurica f.sp. cynarae; Asc.). Può colpire anche il cardo M e determina sulle foglie sviluppate la comparsa di ingiallimenti, in corrispondenza dei quali si forma la tipica efflorescenza biancastra (o giallo tenue), costituita dai conidiofori e dai conidi (generalmente singoli). Le porzioni di foglia attaccate imbruniscono e tendono a confluire e disseccare, causando il ripiegamento verso l alto dell intero lembo fogliare. A differenza della maggior parte delle erisifacee (famiglia cui appartiene), che sviluppano il micelio alla superficie dell organo colpito, il patogeno presenta un micelio semiendofitico. La malattia si manifesta generalmente nei periodi estivoautunnale e primaverile. Lo svernamento del patogeno può avvenire sia come micelio sia come corpi fruttiferi sessuati (cleistoteci). DIFESA: è imperniata sull applicazione di antioidici a partire dalla prima comparsa dei sintomi sulle foglie basali (es. triazoli, azoxystrobin). n d L in c ( V v a c c il d lu in g Tracheoverticilliosi** (Verticillium dahliae; Asc.). Fungo assai polifago, attacca soprat- tutto il carciofo, su cui si osserva uno sviluppo stentato delle piante, avvizzimento progressivo delle foglie, cui può seguire la morte della pianta, specialmente nei giovani impianti. La manifestazione dei sintomi è più frequente a inizio primavera e in estate, dopo la forzatura della ripresa vegetativa, e spesso si verifica a chiazze. In sezione trasversale a livello del colletto lo stelo presenta imbrunimenti puntiformi o continui della corona vascolare. Il patogeno si conserva per molti anni nel terreno sotto forma di microsclerozi e la diffusione avviene attraverso i conidi, veicolati dall acqua e dall aria. La penetrazione nella pianta avviene attraverso le radici, dopo di che il fungo si diffonde sistemicamente nei vasi xilematici. DIFESA: è imperniata sull impiego di materiale di propagazione (ovuli o carducci) prelevato da colture sane, lunghe rotazioni con colture non suscettibili, disinfezione del terreno con fumiganti. b v A m tu e A d c a Marciume radicale batterico* (Pectobacterium carotovorum subsp. carotovorum, syn. Erwinia carotovora, Gracilicutes). Batterio polifago, su carciofo e cardo provoca una grave forma di marciume radicale, che si manifesta nel periodo estivo-autunnale. I primi sintomi sono dati dall avvizzimento delle foglie esterne, che si estende poi a quelle centrali, cui corrisponde la marcescenza della parte distale dell apparato radicale. In seguito compare a livello del colletto un marciume dei tessuti midollari di colore bruno-chiaro, che si estende progressivamente a tutto l apparato radicale assumendo un colore marrone scuro ed emanando un odore sgradevole. Il patogeno viene diffuso attraverso l acqua di irrigazione e penetra nelle piante attraverso le ferite provocate dalle lavorazioni sviluppandosi con la massima intensità alle temperature estive (optimum 30-35 °C). Un altro fattore favorente la malattia sono le condizioni asfittiche del terreno. DIFESA: è di tipo esclusivamente preventivo (rotazione con colture non suscettibili, impiego di materiale di propagazione sano o disinfettato con rame, gestione accurata del terreno e delle irrigazioni, concimazioni equilibrate). o n s Arricciamento maculato** (Artichoke mottled crinkle virus 5 AMCV, gen. Tombusvi- G rus). Determina la riduzione di sviluppo delle piante e ingiallimenti delle foglie che col tempo assumono una frattura vitrea, diventano bollose e distorte. Anche i capolini sono malformati. L agente della virosi, specifico del carciofo, si trasmette tramite la propagazione agamica di piante infette e attraverso il terreno contenente residui colturali infetti nei quali può persistere per diversi anni. DIFESA: è basata su lunghi avvicendamenti colturali e sull impiego di materiale di propagazione sano. d s G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 260 5/30/18 9:09 AM A a D s tr io r c n d E M s s s

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini