SEZIONE G

G 262 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Mosca della carota*** [Chamaepsila (5 Psila) rosae; Ditt. Psil.]. Le larve (biancastre e microcefale) scavano gallerie nella radice principale, causandone la marcescenza. Sverna con pupari nel terreno. Gli adulti del primo volo compaiono in aprile-maggio per deporre le uova al colletto delle carote. Le larve completano lo sviluppo nel volgere di un mese per poi impuparsi e dare i nuovi adulti che volano in giugno-luglio. In settembre-ottobre segue un terzo volo. I danni interessano maggiormente le colture realizzate all inizio della primavera per la produzione di fine estate. DIFESA: distribuzione alla semina di geodisinfestanti granulari e trattamenti durante il periodo di volo e ovodeposizione con piretroidi e azadiractina. Nottua delle messi* (Agrotis segetum) Nottua dei seminati (Agrotis ipsilon; Lepid. Nott.). Le larve compiono erosioni sulla radice fittonante. ®Mais per i caratteri distintivi delle specie e per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Tortrice della carota** (Aethes williana; Lepid. Tortr.). Le larve (lunghe 9-10 mm a completo sviluppo, giallastre con capo bruno chiaro) scavano gallerie longitudinali nella zona midollare del fittone. L insetto compie tre generazioni all anno con voli nella prima metà di maggio, a fine giugno-primi di luglio e alla fine di agosto. Lo svernamento avviene allo stato di larva protetta all interno di una cella terrosa. DIFESA: realizzazione della raccolta in tempi non prolungati; distruzione delle carote infestate. n Meloidogine** (Meloidogyne sp.; Tilench. Eterod.). Infestano l apparato ipogeo causando la formazione di nodosità radicali. Le infestazioni interessano soprattutto le colture realizzate su terreni sabbiosi. DIFESA: ricorso a rotazioni con piante poco suscettibili, alla solarizzazione del terreno nudo, alla distribuzione nel terreno del fungo nematocida Poecilomyces lilacinus o di nematocidi (ethoprophos, fenamiphos, azadiractina, ecc.). c Moria delle piantine* (Pythium spp.; Oomycota). Si tratta di patogeni frequenti soprattutto sulle giovani piante e riferiti a diverse specie, in particolare P. debaryanum, P. ultimum, P. aphanidermum (®Bietola). Peronospora* (Plasmopara nivea; Oomycota). Oltre alla carota, può colpire altre ombrellifere sia coltivate (es. prezzemolo, sedano, finocchio), sia spontanee, anche se raramente a livello grave. Attacca le foglie, su cui compaiono macchie irregolari giallastre, che sulla pagina inferiore, in condizioni di elevata umidità si ricoprono di una densa efflorescenza bianca costituta dalle fruttificazioni del patogeno. Talvolta nei tessuti infetti si sviluppano le oospore, che sopravvivono sui residui colturali e nel seme. Come per tutte le peronospore, le infezioni sono favorite da andamenti climatici molto umidi. DIFESA: di norma non sono necessari interventi chimici, grazie anche a quelli contro l alternariosi. comunque opportuno evitare elevate densità d impianto e gestire correttamente le irrigazioni onde limitare le bagnature. Importante è anche accertarsi della sanità del seme. Alternariosi *** (Alternaria dauci; Asc.). Oltre alla carota, che ne è l ospite principale, f può colpire anche sedano e prezzemolo. I sintomi interessano principalmente le foglie (unitamente ai piccioli), su cui compaiono piccole macchie bruno-nerastre che in seguito si accrescono, confluendo e determinandone il disseccamento. Sulle colture da seme sono interessati dalle infezioni anche gli scapi fiorali e le infiorescenze. Il patogeno si conserva da un anno all altro sui residui colturali e anche sul seme, in quest ultimo caso potendo infettare la pianta fin dai primi stadi di sviluppo. Sulle piante sviluppate le infezioni avvengono ad opera dei conidi e sono favorite da bagnature e temperature intorno a 20 °C. DIFESA: è basata innanzitutto sulla prevenzione (avvicendamenti colturali, eliminazione dei residui colturali infetti, oculata gestione delle irrigazioni soprachioma, uso G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 262 5/30/18 9:09 AM d s A in o r c c d fi s ta n in s e d M te r in s v m te m in M g c a fo s d c a L 1 m O le a c a fr p p q

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini