Castagno

). e li a o oi, li me on ie e. é oa ioi. li a e A: e na. e e i. r- C Castagno (Castanea sativa) G 267 Castagno (Castanea sativa) i Afide giallo del castagno** (Myzocallis castanicola; Rinc. Afid.). Ha individui di colore giallo che infestano la pagina inferiore delle foglie. a comportamento monoico e olociclico. DIFESA: non necessaria. Afide nero del castagno*** (Lachnus roboris; Rinc. Afid.). caratterizzato da individui neri che colonizzano i germogli, i rametti e i frutti. a comportamento monoico e sverna con uova deposte in raggruppamenti numerosi, formanti placche o addirittura manicotti sui rami. DIFESA: non necessaria. Agrotera* (Agrotera nemoralis; Lepid. Cramb.). Le larve (lunghe fino a 10 mm, verdi e ornate di setole di media lunghezza) si localizzano fra due foglie sovrapposte ed unite con fili sericei per compiere erosioni, rispettando le nervature. DIFESA: non giustificata. Balanino*** [Balaninus (5 Curculio) elephas ; Col. Curcul.]. Gli adulti (lunghi 7-9 mm, grigio-giallastri, muniti di lungo rostro) compaiono in luglio e agosto. Le femmine depongono le uova nei ricci, in modo singolo o in numero di 2-3. La larva si sviluppa all interno della castagna fino ad ottobre, quindi l abbandona per interrarsi a 10-15 cm di profondità e trascorrere l inverno in diapausa. L impupamento avviene in maggiogiugno o addirittura in luglio-agosto per le larve nate dalle ovodeposizioni più tardive. DIFESA: non realizzabile per motivi applicativi ed ecologici. G Bucefala* (Phalera bucephala; Lepid. Notod.). Le larve vivono in gruppi sulla pagina inferiore delle foglie, divorandone il lembo. ®Tiglio per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: non necessaria. Cinipide del castagno*** (Dryocosmus kuriphilus; Imen. Cinip.). Attacca il castagno europeo (Castanea sativa), innestato e selvatico, il castagno americano (C. crenata) e gli ibridi C. sativa 3 C. crenata. Su foglie, germogli e perfino sugli amenti maschili causa la comparsa di galle di colore verde o rossastro, uniloculari o pluriloculari. I germogli si arrestano nello sviluppo, la vegetazione appare molto diradata e con foglie deformi e si ha una scarsa produzione conseguente alla perdita di amenti e fiori femminili. Compie una sola generazione l anno, che si svolge per partenogenesi telitoca, con comparsa degli adulti durante le prime due decadi di luglio. Le femmine inseriscono le uova, in gruppi di 3-5 elementi, entro le gemme. Le larve nascono dopo una quarantina di giorni, sviluppandosi assai lentamente durante l autunno e l inverno, e solo in primavera evidenziano la loro attività cecidogena. DIFESA: segnalazione della presenza di galle su piante di nuove aree castanicole ai sensi del d.m. 23/2/2006 (G.U. n. 61 del 14/3/2006); attuazione del d.m. 30/10/2007 che prevede misure d emergenza per impedire la diffusione del cinipide nel territorio italiano; ricorso alla lotta biologica attraverso lanci con l antagonista esotico Torymus sinensis. Carpocapsa delle castagne o tortrice tardiva*** (Cydia splendana; Lepid. Tortr.). Le larve (di colore bianco giallastro, lunghe 15-17 mm a maturità) distruggono la parte interna della castagna rendendola incommerciabile. Gli adulti (con ali anteriori grigio cenere, interessate da screziature scure e da una macchia gialla con bordatura nero vellutata posta nell angolo posteriore) volano in genere a partire dalla fine di agosto, con picco di presenze intorno alla metà di settembre. Le femmine depongono le uova alla base dei ricci e sulla pagina superiore delle foglie a questi più vicine. La larva penetra alla base dei ricci e scava inizialmente una piccola galleria nell ilo per poi addentrarsi G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 267 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini