SEZIONE G

G 268 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE nella castagna. Raggiunta la maturità, in campo o in magazzino, abbandona la castagna per ripararsi nel terreno, sotto la corteccia del tronco o nelle anfrattuosità presenti nei magazzini, per poi imbozzolarsi e trascorrere l inverno. DIFESA: problematica quella chimica in campo per la dislocazione dei castagneti, l altezza delle piante e sconsigliabile per motivi ambientali; trattamento autunnale del terreno con nematodi entomopatogeni (Steinernema carpocapsae). Ricorso alla cura delle castagne in magazzino tramite immersione in acqua calda a 48-50 °C per 42-45 minuti, successivo passaggio in acqua fredda a 10 °C per 45 minuti e asciugatura in corrente d aria calda. d n a g d s N r s c d v c e m in c d s ti u Dasichira** (Elkneria pudibunda; Lepid. Limantr.). Le larve (50 mm di lunghezza, di colore verde pallido con aree intersegmentali nere vellutate) presentano spazzole di peli gialli sui primi 4 segmenti addominali e un ciuffo di peli rossi caudali. Compie una generazione all anno con volo degli adulti dalla metà maggio a quella di giugno e svernamento allo stadio di crisalide entro un bozzolo, in terra o fra le foglie secche del sottobosco. DIFESA: non opportuna. Limantria* (Lymantria dispar; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosioni fogliari. ®Quercia per i caratteri distintivi del lepidottero e la biologia. DIFESA: non necessaria. Sesia vespiforme* (Synanthedon vespiformis; Lepid. Eger.). Le larve si localizzano nel punto d innesto e con le loro erosioni causano talora la morte del nesto. Il lepidottero DIFESA: protezione degli innesti con cere o paste cicatrizzanti. Tortrice intermedia delle castagne*** (Cydia fagiglandana; Lepid. Tortr.). Le larve (di colore rossastro con capo bruno, lunghe 14-17 mm) compiono erosioni all interno della castagna. Gli adulti hanno ali anteriori bruno-rossastre interessate da striature oblique, a spina di pesce, che dal margine costale sono dirette verso la parte distale; all angolo posteriore esterno si trovano due macchie contrapposte bianche formanti un disegno a U (più marcato nella femmina). Le ali posteriori sono brune, interessate nel maschio da una macchia chiara posta nella regione anale, vicina alla radice. Compie una sola generazione all anno, con svernamento allo stato di larva entro un bozzolo sericeo e un lungo periodo di volo che avviene da luglio a settembre. DIFESA: ®Cydia splendana. Tortrice precoce del castagno o del faggio** (Pammene fasciana ; Lepid. Tortr.). Le larve danneggiano la parte interna del frutto, causando la cascola precoce dei ricci con la castagna appena formata. La larva matura (11-13 mm di lunghezza) è rosata con aree pilifere scure. L adulto (15-18 mm di apertura alare) è caratterizzato da un ampia macchia biancastra posta trasversalmente quasi a metà del campo alare e che si allarga verso il margine posteriore dell ala. Il lepidottero sverna allo stato larvale, in diapausa nel terreno, e vola da giugno a metà settembre con massime presenze in coincidenza della differenziazione dei ricci. DIFESA: eventuale raccolta e distruzione dei ricci caduti a terra. a Acaro del castagno** (Oligonychus bicolor; Acar. Tetranich.). Infesta le foglie causan- c Mal dell inchiostro*** (Phytophthora cambivora; Oomycota). Si tratta di una malattia do la depigmentazione dei tessuti, soprattutto ai lati della nervatura mediana. DIFESA: non necessaria. che ha riacquistato importanza a partire dagli anni 80 del secolo scorso in concomitanza con il rinnovato interesse per la coltura come pianta da frutto. Il patogeno sopravvive nel terreno molto a lungo grazie alle oospore quali organi di resistenza che in con- G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 268 5/30/18 9:09 AM f C m p i fo p r le s v e c s p d g Il ( e fu d ta z s

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini