SEZIONE G

o a nn di o li o e e e a i- ti o e; o ti oe, di ae e e si oa re e el e o- PROTOZOI, CROMISTI E FUNGHI G 27 b. All ordine Diaporthales, e in particolare alla famiglia Gnomoniaceae, appartengono i generi Apiognomonia (es. A. erythrostoma, agente della maculatura rossa dell albicocco) e Gnomonia (es. G. platani, agente dell antracnosi del platano); alla famiglia Cryphonectriaceae il genere Cryphonectria (es. C. parasitica o Endothia parasitica, agente del mal dell inchiostro del castagno); a quella delle Diaporthaceae il genere Diaporthe (es. D. perniciosa alla quale corrisponde la forma conidica di Phomopsis mali Z P. prunorum) agente di cancri rameali delle pomacee); alla famiglia Valsaceae i generi Leucostoma (al quale appartengono agenti di cancri rameali delle drupacee: L. persoonii, la cui f.c. è Cytospora leucostoma e L. cinctum con f.c. Cytospora cincta), e Valsa (es. V. ceratosperma, f.c. Cytospora sacculus, agente di cancri di pomacee). c. L ordine Erysiphales conta un unica famiglia, quella delle Erysiphaceae (con 19 generi) nella quale si trovano gli agenti di oidio o mal bianco, caratterizzati da cleistoteci che appaiono come corpiccioli sferici neri o bruni. I generi più noti sono: Podosphaera (es. P. leucotrica agente dell oidio del melo; P. xanthii ex Sphaerotheca fuliginea, agente dell oidio delle cucurbitacee; P. pannosa agente dell oidio del pesco e albicocco), Blumeria (es. B. graminis Z Erysiphe graminis, agente dell oidio del frumento), Erysiphe (es. E. necator ex Uncinula necator, agente dell oidio della vite; E. platani ed E. alphytoides agenti dell oidio del platano e della quercia), Phyllactinia (es. P. guttata, oidio del nocciolo), Leveillula (es. L. taurica, oidio di pomodoro, melanzana, peperone e carciofo). d. All ordine Eurotiales afferiscono 3 famiglie e tra esse la più importante è quella delle Trichocomaceae che ha generi ai quali appartengono le forme sessuate riconosciute di noti Aspergilli e Penicilli saprofiti, diffusi in ogni ambiente tanto da risultare fra i più comuni contaminanti delle colture microbiche, oltre che produttori di micotossine su diverse derrate alimentari. Gli Aspergilli sono caratterizzati dalla loro particolare modalità di riproduzione conidiale: presenza di un conidioforo terminante con un rigonfiamento denominato vescicola sulla quale si formano le fialidi; ogni fialide produce una catena di spore ramificate e l insieme della vescicola, delle fialidi e delle spore prende il nome di testa aspergillare. I Penicilli contano un centinaio di specie che formano tipiche muffe grigioverdi, caratterizzate da un micelio con conidiofori ramificati all apice, i cui rami portano catene di conidi (ne risulta nel complesso un aspetto di pennello , in latino penicillium, da cui deriva il nome). Alcune specie attaccano limoni e arance (P. italicum e P. digitatum), altre sono utilizzate per la preparazione di formaggi speciali come il gorgonzola; altre ancora hanno acquistato grande importanza negli ultimi decenni perché producono sostanze antibiotiche come la penicillina. e. Ordine Helotiales: gli apoteci possono essere liberi fin dall inizio, inizialmente infossati nel substrato e solo alla fine superficiali ed erompenti oppure lungamente pedicellati. Vi afferisce, tra le altre, la famiglia delle Sclerotiniaceae con importanti generi quali Botryotinia (B. fuckeliana, f.c. Botrytis cinerea che si caratterizza per la sua ubiquitarietà), Monilinia (M. laxa, M. fructigena, M. fructicola), agenti di moniliosi delle drupacee, e Sclerotinia (S. minor e S. sclerotiorum che causano marciumi al colletto di numerose piante erbacee). f. Nell ordine Hypocreales i periteci sono, a seconda delle specie, di vario colore (giallo, rosso corallo, arancio, nerastro con riflessi bluastri o violacei). Sette sono le famiglie che lo compongono tra le quali molto importanti sono Clavicipitaceae e Nectriaceae. Alla prima afferiscono generi spesso patogeni di graminacee, responsabili di intossicazioni animali e umane come Balansia, Epichlo G01_1_Fitopatologia.indd 27 G 15/06/18 09:23

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini