SEZIONE G

G 272 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cavolaia*** (Pieris brassicae; Lepid. Pier.). Le larve (di colore verde-giallastro con mac- M chie nere) divorano le foglie, riuscendo talora a scheletrizzare l intero apparto aereo. Compie 3-5 generazioni all anno con svernamento allo stato di crisalide. Le uova sono deposte in gruppi di 20-50 elementi sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve mature si incrisalidano su muri, corteccia degli alberi, pali di sostegno, ecc. DIFESA: intervento con formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, indoxacarb, piretroidi, etofenprox, spinosad, metaflumizone. a p p d p Cecidomia delle crucifere** (Contarinia nasturtii; Ditt. Cecid.). Le larve si sviluppano v a spese del germoglio centrale del cavolfiore e del cavolo cappuccio, accecandolo. La pianta reagisce con la formazione di germogli avventizi e la formazione di una pianta con più teste. Compie tre generazioni all anno, dai primi di giugno a tutto settembre, e lo svernamento avviene nel terreno come larva protetta all interno di un bozzoletto. DIFESA: intervento nei periodi di volo degli adulti con l impiego di piretroidi (es. deltametrina). Cecidomia delle silique*** (Dasineura brassicae; Ditt. Cecid.). Le larve si sviluppano all interno delle silique. Le femmine depongono le uova entro ferite presenti nelle silique, soprattutto quelle causate dal punteruolo delle silique (Ceuthorrhynchus assimilis). Le silique infestate si deformano, si aprono lungo la linea di sutura, ingialliscono e disseccano. Il dittero compie 3-5 generazioni all anno e sverna come pupa nel terreno. DIFESA: non necessaria. Cimici dei cavoli*** (Eurydema oleraceum, E. ornatum, E. ventrale; Rinc. Pentat.). Compiono punture di alimentazione su foglie e silique causando piccole depigmentazioni, deformazioni fogliari e perdite di seme. La prima specie (5-6 mm di lunghezza) è di colore nero bluastro o nero verdastro con maculature gialle. E. ornatum è di colore rosso vermiglio con capo nero bluastro, pronoto con 6 macchie nere, elitre rosse con macchie nere irregolari ed altre rotondeggianti. E. ventrale è molto simile alla specie precedente e le due specie si distinguono per la parte dorsale dell addome nascosta dalle elitre che è interamente nera in E. ornatum, mentre in E. ventrale è rossa (tranne gli ultimi uriti che sono neri). Svernano tutte allo stato adulto. La prima specie compie 2-3 generazioni all anno, la seconda una sola, la terza è mono o bivoltina. DIFESA: ricorso a trattamenti con piretroidi, acetamiprid. Falso afide ceroso** (Lipaphis pseudobrassicae 5 L. erysimi; Rinc. Afid.). Meno comu- ne di Brevicoryne brassicae, si distingue da questa in quanto gli individui non appaiono coperti di polvere cerosa. Infesta foglie, fiori e silique. Negli ambienti con inverno rigido svolge un olociclo monoico, negli altri ambienti si moltiplica con anolociclo. DIFESA: intervento con aficidi (pirimicarb, piretroidi, azadiractina). Mamestra*** (Mamestra brassicae; Lepid. Nott.). Le larve mature sono dorsalmente brune e ventralmente gialle, con linee dorsali oblique e una macchia caudale a ferro di cavallo. ®Bietola per gli aspetti biologici. DIFESA: interventi come per la cavolaia. Meligete*** (Meligetes aeneus, M. viridescens, M. rotundicollis; Col. Nitid.). Gli adulti (2 mm di lunghezza e con livrea verde bronzea o nera) compiono erosioni nei bottoni fiorali per potere divorare il polline. Nella loro opera danneggiano più bottoni fiorali con conseguenti perdite di seme. Le femmine depongono le uova all interno dei fiori, nei quali le larve completano lo sviluppo danneggiandone gli organi interni. Compiono una generazione all anno e svernano con adulti in luoghi riparati. DIFESA: ricorso al trattamento con deltametrina con bottoni fiorali ben chiusi e solo in caso di forte presenza di adulti. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 272 5/30/18 9:09 AM M N tu n D p P g s n D P g n s c in P C s q p p s p S P a r s g s in P b d p la

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini