SEZIONE G

co. o e o e- C Cavoli (Brassica spp.) G 273 Mosca dei cavoli*** (Delia radicum; Ditt. Antom.). Le larve (bianche, microcefale e lunghe a maturità appena 5-7 mm) danneggiano la parte basale del fusto delle giovani piante, soprattutto quelle appena trapiantate. Il dittero compie più generazioni all anno e sverna con pupari interrati a pochi centimetri di profondità. DIFESA: intervento localizzato lungo la fila di trapianto, al rinvenimento di almeno 10 uova per trappola-uova di feltro, con l impiego di piretroidi o di preparati microgranulari (tefluthrin, clorpirifos, ethoprophros, ecc.). Mosca minatrice delle brassicacee* (Liriomyza brassicae; Ditt. Agrom.). Le larve sca- o a n rA: vano mine fogliari causando danni di scarso interesse. DIFESA: non necessaria. o ie o. Piralide del cavolo* (Evergestis forficalis; Lepid. Cramb.). Le larve (17-20 mm di lun- ). aè e n e a e e r- uo o o. e o 2 li nli eo . Nottua degli orti** (Lacanobia oleracea; Lepid. Nott.). Le larve (verdi con punteggia- ture nere e linea stigmatica gialla, lunghe fino a 45 mm) compiono erosioni fogliari. La nottua compie 2 generazioni all anno e sverna nel terreno con crisalidi o larve mature. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, indoxacarb, piretroidi, etofenprox, spinosad, metaflumizone. ghezza, di colore verde-giallastro con bande laterali chiare, strie e macchie chiare e scure) compiono erosioni su foglie e infiorescenze, ma rispettano le silique. Sverna nel terreno come crisalide entro un bozzolo sericeo e compie 2 generazioni all anno. DIFESA: ricorso al trattamento con piretroidi e Bacillus thuringiensis var. kurstaki. Piralide delle silique** (Evergestis extimalis; Lepid. Cramb.). Le larve (15-20 mm di lun- G ghezza, di colore verde-giallastro con capo nero e l addome con tubercoli neri) compiono erosioni sui fiori, dopo averli imbrigliati con fili sericei, e divorano i semi praticando serie di fori rotondi nelle silique. Sverna allo stato di larva nel terreno, protetta entro un compatto bozzolo sericeo. Gli adulti volano a metà maggio e all inizio di agosto. DIFESA: intervento alla comparsa delle larve con piretroidi e Bacillus thuringiensis var. kurstaki. Punteruoli degli steli del colza e del cavolo** (Ceuthorhynchus napi, C. quadridens; Col. Curcul.). Gli adulti sono lunghi 3-4 mm e di colore nero. Svernano nel terreno allo stato adulto. Quelli di C. napi compaiono precocemente, a metà marzo; quelli di C. quadridens, più tardi, con temperature oltre i 14-16 °C. Il primo depone le uova entro pozzetti scavati con il rostro nella parte terminale del fusto. Le larve danneggiano la parte interna del fusto che in seguitio reagisce con lo sviluppo di gemme laterali. Il secondo depone le uova nei piccioli fogliari e nel fusto. Le larve minano la nervatura principale e il fusto. Entrambe le specie compiono una sola generazione all anno. DIFESA: ricorso al trattamento contro gli adulti con piretroidi. Punteruoli del colletto** (Baris laticollis, B. coerulescens, B. chlorizans; Col. Curcul.). Gli adulti (lunghi 4 mm, di colore per nero per B. laticollis e verde-blu metallico per B. coerulescens e B. chlorizans) fuoriescono in primavera e depongono le uova entro pozzetti scavati col rostro nei tessuti del colletto. Le larve scavano gallerie nel fusto, talora nelle grosse radici e nel picciolo delle foglie basali, trasformando i tessuti in un ammasso di rosura. I nuovi adulti compaiono in settembre-ottobre e svernano riparati nel suolo. DIFESA: intervento contro gli adulti, prima delle ovodeposizioni, con l impiego di piretroidi. Punteruolo delle silique** (Ceuthorhynchus assimilis; Col. Curcul.). La larva (apoda, bianca e con capo nero, lunga 5 mm) divora i semi non ancora maturi. Gli adulti (3 mm di lunghezza) trascorrono l inverno in diapausa, nascosti nel suolo, e compaiono in primavera per compiere piccoli fori nelle silique, nei quali depongono uova singole. Le larve mature abbandonano le silique e, interratesi, compiono la metamorfosi per dare G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 273 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini