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G 274 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE i nuovi adulti in luglio. Questi si alimentano per poco tempo su crucifere spontanee, quindi si riparano per poi ricomparire nella successiva primavera. DIFESA: intervento dopo la fioritura con piretroidi. s v d s a s p D d c r Punteruolo nero d inverno** (Ceuthorhynchus picitarsis; Col. Curcul.). Le larve (bian- che, apode, lunghe 4-6 mm) scavano gallerie all interno del fusto e delle ramificazioni delle piante portaseme. Gli adulti compaiono alla fine di maggio o in giugno e dopo un breve periodo di alimentazione si riparano per estivare e ricomparire all inizio di ottobre. Alla fine di ottobre avvengono le ovodeposizioni, che poi proseguono dopo l inverno. DIFESA: intervento contro gli adulti, prima delle ovodeposizioni, con piretroidi. Punteruolo delle galle del colletto** (Ceuthorhynchus pleurostigma; Col. Curcul.). Le larve penetrano nei tessuti del colletto causando la comparsa di galle. Gli adulti (2,5 mm di lunghezza e di colore nero) compaiono in maggio e si alimentano compiendo fori su foglie, fiori e silique di crucifere coltivate e spontanee. Dopo aver estivato nel terreno ricompaiono in settembre per deporre le uova entro pozzetti scavati col rostro nel colletto. Le larve mature abbandonano le galle per compiere la metamorfosi nel terreno. DIFESA: trapianto di piante indenni, eventuale intervento contro gli adulti con piretroidi, distruzione a fine ciclo colturale dei resti vegetali infestati. c Rapaiola* (Pieris rapae; Lepid. Pier.). Le larve sono di colore verde. Gli adulti sono si- mili a quelli della cavolaia, dai quali si distinguono essenzialmente per la taglia inferiore e per la minor ampiezza della macchia nera posta all angolo costale delle ali anteriori. Compie più generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide. Le femmine depongono le uova in modo isolato sulla pagina inferiore delle foglie. DIFESA: ®Pieris brassicae. Tentredine delle crucifere** (Athalia rosae; Imen. Tentred.). Le larve (nerastre e con banda laterale verde) sono attive in maggio-giugno e in settembre. Gli adulti sono lunghi 6-8 mm, di colore aranciato. Le uova vengono deposte entro il parenchima fogliare, in prossimità del margine. Le larve mature si impupano entro un bozzolo, nel terreno. L insetto compie in genere 2 generazioni all anno. DIFESA: intervento con piretroidi. R ti o is fu n m p m r ( s s Tignola delle crucifere*** (Plutella xylostella; Lepid. Plutell.). Le larve (verdi, lunghe fino a 15 mm, con due pseudozampe caudali ben sviluppate) compiono erosioni fogliari, troncano i peduncoli fiorali ed erodono le giovani silique. La larva della prima età scava una mina nel tessuto lacunoso per poi fuoriuscire dopo la prima muta e condurre vita ectofita. Nel corso della buona stagione si susseguono fino a 7 generazioni. DIFESA: intervento con formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, indoxacarb, piretroidi, etofenprox, spinosad. p Ernia* (Plasmodiophora brassicae; Plasmodiophoromycota). Colpisce numerose cru- cifere spontanee e coltivate e determina lo sviluppo di ingrossamenti e malformazioni a livello delle radici e talvolta della parte basale dello stelo. Queste escrescenze sono inizialmente piccole e di colore bianco, poi si accrescono, assumendo un colore brunastro, fessurandosi e marcendo anche a seguito dell insediamento di microrganismi fungini e batterici secondari. Il patogeno (oggi inserito fra i protozoi) si conserva a lungo nel terreno sotto forma di spore durevoli, che in presenza delle crucifere, danno origine a zoospore, le quali, muovendosi nell acqua circolante, infettano le piante attraverso le ferite radicali. Dopo avere riversato il loro contenuto nella cellula ospite, G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 274 5/30/18 9:09 AM P P g in S n m z fa L s e l d a f A v c d fo d la a

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini