SEZIONE G

G 276 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE S I patogeni si conservano come micelio sui residui colturali e sui semi, che danno origine a piante infette. Le infezioni sono favorite dalle piogge e da elevate umidità e da temperature superiori a 20 °C, ma possono verificarsi anche a temperature inferiori. DIFESA: è basata sulle rotazioni colturali, sull eliminazione dei residui colturali infetti, sull impiego di seme sano o risanato con idonei fungicidi. Questi possono essere utilizzati anche per trattamenti fogliari (es. rameici, mancozeb, difenoconazole, azoxystrobin) e sono fondamentali nelle colture portaseme dalla fase di fioritura. Cancro del fusto** (Leptosphaeria maculans, syn. Phoma lingam; Asc.). Oltre ai cavoli colpisce anche il ravanello e il sintomo tipico è lo sviluppo sulla parte basale del fusto di una forma di cancro. L alterazione interessa anche la radice e può riguardare una parte dell anello corticale o l intera circonferenza, con la conseguente fessurazione e disgregazione dei tessuti fino al cilindro legnoso; lesioni cancerose possono comparire anche sulle foglie e sui piccioli, nonché sulle silique. Sui tessuti colpiti, specialmente a livello dello stelo, si sviluppano le fruttificazioni picnidiche, di colore bruno-verdastro. La pianta subisce forti deperimenti e può anche morire nei casi più gravi. Il fungo si conserva sui residui colturali infetti (fino a quattro anni) e come micelio quiescente sul seme, da cui invade i cotiledoni e il fusticino. La malattia è favorita dalle piogge, da elevate umidità e da temperature intorno ai 20 °C. DIFESA: è imperniata su misure profilattiche come impiego di seme sano o disinfettato con idonei fungicidi; disinfezione dei substrati dei semenzai, adeguate rotazioni. Micosferella** (Mycosphaerella brassicicola; Asc.). Determina sulle foglie macchie cir- colari bruno-grigiastre, zonate concentricamente, di diametro compreso fra alcuni mm e 1-2 cm; queste possono essere anche molto numerose, con conseguente disseccamento del lembo fogliare. I sintomi possono comparire anche sugli steli, sulle infiorescenze e sulle silique delle piante portaseme. Nell ambito delle macchie si differenziano dapprima le fruttificazioni agamiche (picnidi), di colore nero, da cui fuoriescono i conidi, e successivamente, le fruttificazioni sessuate (pseudoteci) contenenti aschi e ascospore, responsabili delle nuove infezioni. Queste si verificano durante il periodo autunnale, specialmente in presenza di elevate umidità e con temperature di 15-20 °C. Il patogeno si conserva sui residui delle piante infette e sui semi. La malattia è particolarmente dannosa per le colture da seme. DIFESA: è basata su misure di prevenzione come eliminazione dei residui colturali infetti, ampie rotazioni, impiego di seme sano o conciato con fungicidi. Sulle colture portaseme possono essere opportuni anche interventi con fungicidi a partire dalla fioritura (es. rameici, azoxystrobin). Oidio o Mal bianco* (Erysiphe cruciferarum; Asc.). Può attaccare tutte le parti epigee della pianta determinando la tipica efflorescenza biancastra (costituita da ife e fruttificazioni agamiche). Le infezioni sono favorite da climi caldi e asciutti e sono più frequenti sulle colture da seme. DIFESA: non sono in genere richiesti interventi specifici. Rizottoniosi* (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani; Bas.). Patogeno as- sai polifago e ubiquitario, può attaccare le giovani piantine, su cui determina l imbrunimento dell ipocotile, con marcescenza e spesso morte. Possono essere colpite anche le piante adulte, con comparsa di un marciume del colletto e della base della testa . Il patogeno si conserva nei residui colturali sotto forma di sclerozi, da cui il micelio in condizioni favorevoli (temperature miti: 17-23 °C) attacca le nuove piante. DIFESA: è basata sulla disinfezione dei terreni e dei substrati con vapore o fumiganti. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 276 5/30/18 9:09 AM li in a n m L d T te li r s m s p z e c b M c c in la m r a v v r c M n l s s c c v fe d r d s e d 5 p

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini