Cece

G 278 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE ftp Fillodia* (Candidatus Phytoplasma asteris; Mollicutes). La malattia, frequente nelle col- v tivazioni da seme, si manifesta con nanismo delle piante accompagnato da fenomeni di virescenza e fillodia a carico delle infiorescenze. Per l epidemiologia e la DIFESA ®giallume dell aster. Giallume occidentale** (Beet western yellows virus 5 BWYV, gen. Polerovirus). I sintomi consistono in diffusi ingiallimenti internervali, spesso abbinati a un arrossamento dei margini fogliari. Inoltre, sezionando l asse vegetativo, si può osservare l imbrunimento dei vasi floematici. Come conseguenza si ha un accentuata riduzione di sviluppo della pianta. L agente del giallume infetta un elevato numero di specie spontanee e coltivate, fra cui parecchie ortensi. Comprende diversi ceppi con differente capacità patogenetica per i vari ospiti. Viene trasmesso in maniera persistente circolativa da afidi. DIFESA: oltre all impiego di materiale vivaistico sano, sono efficaci trattamenti aficidi per prevenire l infezione. Maculatura anulare nera* (Turnip mosaic virus 5 TuMV, gen. Potyvirus). Sulle foglie (e infiorescenze) del cavolo determina macchie anulari dapprima clorotiche, poi nere che, in seguito, necrotizzano causandone il disseccamento, mentre le piante presentano un accentuata riduzione di sviluppo. Oltre alle crucifere, TuMV infetta numerose altre specie di piante. Viene trasmesso da afidi in modo non persistente. DIFESA: si basa sull impiego di materiale vivaistico sano. Mosaico** (Cauliflower mosaic virus 5 CaMV, gen. Caulimovirus). Sui cavoli determina inizialmente schiarimenti delle nervature che col tempo si accentuano e interessano anche i tessuti perinervali; inoltre possono comparire maculature internervali. Le foglie e la pianta nel suo complesso presentano uno sviluppo stentato. Si tratta di un virus specifico delle crucifere trasmesso da afidi in maniera semipersistente. DIFESA: impiego di materiale vivaistico sano; può essere utile la protezione della coltura con aficidi. Mosaico giallo* (Turnip yellow mosaic virus 5 TYMV, gen. Tymovirus) (®Rapa). Cece (Cicer arietinum) i c f Agromize degli orti* (Chromatomyia horticola, Ch. syngenesiae; Ditt. Agrom.). Le lar- ve formano mine fogliari allungate e serpentiformi, nell interno delle quali si impupano a maturità. DIFESA: non necessaria. Tonchi*** (Callosobruchus chinensis, Callosobruchus maculatus, Callosobruchus phaseoli, Bruchidius jocosus; Col. Bruch.). Le larve attaccano la parte interna dei semi, dai quali fuoriesce poi l adulto aprendosi un piccolo foro rotondo. Gli adulti compaiono durante la fioritura e depongono le uova sui baccelli. DIFESA: utilizzo di seme non infestato, disinfestazione del raccolto con fosfina gassosa o devitalizzazione degli stadi dell insetto presenti entro i semi tramite surgelazione per 24-48 ore. Moria delle piantine* (Pythium spp., Oomycota). Provoca solitamente marciumi radicali con moria delle giovani piante nelle prime fasi di crescita (®Bietola). DIFESA: utilizzo di semi adeguatamente conciati. Antracnosi o Rabbia** (Mycosphaerella rabiei, syn. Ascochyta rabiei; Asc.). Sulle foglie, tacche piuttosto piccole, dapprima brune, in seguito grigio-chiare delimitate da un cercine rossastro, causano il disseccamento della lamina. Le stesse macchie compaiono sui baccelli e sugli steli, dove i centri di infezione si allungano approfondendosi nei tessuti fino a provocarne la rottura. Al centro delle maculature si possono notare le fruttificazioni picnidiche che erompono dai tessuti. Fattore favorevole è l elevata piovosità. DIFESA: si attua utilizzando seme sano o conciato e varietà resistenti o tolleranti. Infezioni presenti possono essere contenute con prodotti rameici. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 278 5/30/18 9:09 AM B d s F z im R te q il e v M In a la A d lo d p li i A s te a le c C c te e P n lo S s H m g to c 1 le in v c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini