Cedri

C Cedri (Cedrus atlantica, C. deoodara, C. lybani) Botrite* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Colpisce la parte epigea lni A no io e à a ti v e e ae a io e s e. ro ai o n di aA: on o ei e oi. G 279 della pianta provocando macchie clorotiche che necrotizzano sulle foglie mentre i cancri sui fusti causano avvizzimento. DIFESA: prodotti antibotritici registrati su questa coltura. Fusariosi* (Fusarium oxyporum; Asc.). Le piante infette ingialliscono e avvizziscono senza sintomi specifici. DIFESA: questa tracheomicosi si trasmette per seme ed è quindi importante usare seme sano. Esistono varietà resistenti. Ruggine* (Uromyces ciceris-arietini; Bas.). Sulle foglie compaiono pustole aranciate tendenti al marrone che costituiscono la fase uredosorica del fungo. I rari attacchi, quando consistenti, provocano defogliazione anticipata e perdite produttive. DIFESA: il ricorso a varietà resistenti rappresenta la migliore linea di difesa ma possono essere effettuati anche trattamenti con prodotti rameici. Mosaico con enazioni* (Pea enation mosaic virus-1 5 PEMV-1, gen. Enamovirus). Interessa diverse specie di leguminose e si manifesta con l ingiallimento delle foglie apicali che si accartocciano e incurvano verso il basso. Per gli aspetti epidemiologici e la DIFESA: ®Pisello. Altre virosi*. Si ricordano quelle indotte dai virus del mosaico dell erba medica (AMV), del mosaico giallo del fagiolo (BYMV) e del mosaico del cetriolo (CMV). La sintomatologia provocata si può globalmente ricondurre a ingiallimenti, avvizzimenti, emissione di germogli secondari e sviluppo di foglie piccole e deformi. Leguminose foraggere, piante coltivate e spontanee costituiscono le sorgenti dei virus per gli afidi vettori che li trasmettono secondo la modalità della non persistenza. DIFESA: ®Parte generale. G Cedri (Cedrus atlantica, C. deodara, C. lybani ) i Afidi cinarini*** (Cedrobium laporthei, Cinara cedri; Rinc. Afid.). Gli afidi si insediano sui rami e sul fusto e la loro presenza viene rivelata dalla melata che cade sotto le piante colonizzate. Per C. cedri lo svernamento avviene con uova durevoli o con femmine attere riunite in piccoli gruppi, mentre C. laporthei si moltiplica ininterrottamente rallentando lo sviluppo in inverno. DIFESA: intervento con aficidi (es. pirimicarb, imidacloprid, thiametoxam, ecc.) alla comparsa delle infestazioni. Cerambice* (Rhagium inquisitor ; Col. Ceramb.). Le larve scavano gallerie sottocorticali, talora interessanti anche gli strati profondi del legno di piante deperite o abbattute. DIFESA: abbattimento delle piante deperite o morte, tempestivo scortecciamento ed esbosco dei tronchi. Processionaria del pino* (Thaumetopoea pityocampa; Lepid. Taum.). Le larve formano nidi sericei all apice dei rami e divorano gli aghi. ®Pino nero per gli aspetti morfologici, biologici e per la difesa. Scolitidi** (Hylurgops palliatus, Pityokteines curvidens; Col. Scol.). Scavano gallerie sottocorticali che intaccano il lato interno dell anello corticale e il cilindro legnoso. H. palliatus scava gallerie materne longitudinali semplici, corte, con irregolari allargamenti lungo il percorso nei quali vengono deposti gruppetti di uova. P. curvidens scava gallerie materne formanti due graffe contrapposte, o con un aspetto a H, che si dipartono da una camera di accoppiamento. La prima specie compie 2 generazioni all anno con sciamature degli adulti in marzo e nel corso dell estate; la seconda specie svolge 1-3 generazioni, in funzione delle condizioni ambientali e del substrato di sviluppo delle larve, con sciamature degli adulti che hanno svernato nella seconda metà di aprile o in maggio e destinati ad accoppiarsi per originare larve che si impupano per dare i nuovi adulti in giugno-luglio. Da questi prende origine la seconda generazione i cui adulti compaiono in settembre e svernano sessualmente immaturi. DIFESA: ®Abete rosso. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 279 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini