SEZIONE G

C Cetriolo (Cucumis sativus) G 281 u li. Elateridi* (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. sputator, A. obscurus, ecc.; Col. Elater.). Le larve (filiformi, coriacee e gialle) troncano le radici causando il deperimento e la morte delle piante. ®Bietola per gli aspetti biologici. DIFESA: distribuzione, al trapianto, di geodisinfestanti microgranulari (es. tefluthrin, ethoprophos). e iei Mosca grigia dei semi* (Delia platura; Ditt. Antom.). Le larve danneggiano i semi in ger- minazione e minano l asse interrato delle plantule. ®Fagiolo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: localizzazione di geodisinfestanti granulari (es. tefluthrin). Mosca minatrice della gerbera** (Liriomyza trifolii; Ditt. Agrom.). Le larve scavano mine fogliari simili a quelle di L. huidobrensis. ®Gerbera per il comportamento biologico. DIFESA: ®Liriomyza huidobrensis. Mosca minatrice sud-americana*** (Liriomyza huidobrensis; Ditt. Agrom.). Le larve scavano mine fogliari che, in caso di forte infestazione, sono numerose e interessano l intero lembo fogliare. Le femmine compiono con l ovopositore punture di alimentazione per nutrirsi, insieme ai maschi, dei succhi che gemono dalle suddette lesioni. Il dittero compie diverse generazioni all anno con cicli di sviluppo che, in presenza di favorevoli condizioni ambientali, durano appena un paio di settimane. DIFESA: intervento con ciromazina, abamectina, azadiractina, spinosad; ricorso a programmi di lotta biologica con lanci dei parassitoidi Dygliphus isaea e Dacnusa sibirica. ti a a a ee a. md s Tripide occidentale*** (Frankliniella occidentalis; Tisanott. Trip.). Le punture compiu- G te sulle foglie causano piccole macchie necrotiche, mentre quelle operate sui giovani frutti causano deformazioni, strozzature e scatolature dei tessuti interni in corrispondenza della parte deformata. Le infestazioni interessano soprattutto le colture in serra. Compie numerose generazioni all anno (5-7), con cicli di sviluppo che passano da un minimo di 13-14 giorni con temperature di 25 °C a circa 4 settimane con valori intorno ai 18 °C. L impupamento e lo svernamento avvengono nel terreno. DIFESA: interventi con acrinatrina e spinosad; ricorso alla lotta biologica con lanci dell eterottero Orius laevigatus. a Acaro dei semenzai* (Tyrophagus similis; Acar. Acarid.). L acaro, bianco perlaceo, attacca le foglie cotiledonari e quelle vere delle plantule causando ulcerazioni e perdite di piantine che possono raggiungere talora il 30-40%. Vive sui substrati organici e le sue infestazioni si arrestano dopo il trapianto delle plantule. DIFESA: utilizzo in vivaio di substrati nuovi o sterilizzati con vapore surriscaldato. Ragnetto rosso comune** (Tetranychus urticae; Acar. Tetranich.). DIFESA: intervento con acaricidi (exitiazox, fenazaquin, abamectina, ecc.) alla comparsa delle infestazioni o ricorso la lancio del fitoseide Phytoseiulus persimilis. re. o n Meloidogine* (Meloidogyne spp.; Tilench. Eterod.). Determinano la comparsa di galle a a di o o - c Moria delle piantine** (Pythium spp.; Oomycota). Le cucurbitacee, al pari di altre piante, radicali per cui l apparato radicale appare interessato da numerose nodosità. Le piante gravemente colpite deperiscono e, nei casi più gravi, muoiono. I nematodi sono polifagi, sopravvivono nel terreno per svariati anni e sono presenti soprattutto nei terreni sciolti. DIFESA: adozione di ampie rotazioni con piante non suscettibili; ricorso alla pratica della solarizzazione del suolo o alla fumigazione del terreno. possono essere aggredite e compromesse nella loro vitalità nei primissimi stadi vegetativi (anche prima dell emergenza) da numerosi microrganismi, fra cui sono frequenti diverse specie del genere Pythium. Le piantine manifestano lesioni idropiche a livello del colletto, marcescenza delle radici, cui fa seguito un rapido avvizzimento. Le infezioni sono favorite G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 281 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini