SEZIONE G

G 282 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE da semine fitte, elevata umidità del substrato e ambientale, scarsa luminosità (®anche Bietola). DIFESA: è basata sulla prevenzione agronomica (limitazione delle irrigazioni, aerazione e illuminazione degli ambienti di coltivazione), sulla disinfezione di terreni e substrati con idonei prodotti o con vapore e sulla concia della semente con fungicidi antioomiceti. Peronospora** (Pseudoperonospora cubensis; Oomycota). Oltre che per il cetriolo è particolarmente dannosa per melone e zucchino (e zucca) mentre attacca raramente il cocomero. Colpisce soprattutto le foglie, su cui compaiono macchie di dimensioni variabili, spesso delimitate dalle nervature, dapprima traslucide (macchie d olio) poi giallo-brunastre, infine necrotiche; sulla pagina fogliare inferiore, in corrispondenza delle macchie, si sviluppa una efflorescenza grigio-violacea costituita dagli sporangiofori e sporangi. La confluenza delle macchie porta più o meno rapidamente al disseccamento della vegetazione. Il patogeno si conserva sui residui colturali sia nella forma agamica che in quella sessuata (oospore). La malattia trova condizioni ottimali di sviluppo intorno a 20°C e viene favorita da piogge, bagnature ed elevate umidità. DIFESA: oltre che su una gestione agronomica volta a ostacolare le infezioni (irrigazioni controllate es. in localizzazione sulle colture protette e distanziate dalle ore notturne in pieno campo, aerazione delle strutture di protezione), è basata su applicazioni preventive di fungicidi nelle situazioni di rischio infettivo. Al riguardo sono disponibili numerose s.a. tradizionali (rameici, ditiocarbammati) o moderne (fosetyl-Al, dimethomorph, zoxamide, metalaxyl, metalaxyl-M, fluopicolide, propamocarb, azoxystrobin, ametoctradin, pyraclostrobin, cyazofamid), singole o in varie miscelazioni. f Antracnosi* (Gloeosporium orbiculare, syn. Colletotrichum orbiculare; Asc.). Oltre al cetriolo, può colpire melone e cocomero e attacca tutti gli organi aerei. Su foglie e fusti si manifestano macchie rotondeggianti, idropiche, che diventano brune a partire dalla zona centrale e possono portare a estesi disseccamenti della vegetazione; sui frutti si sviluppano macchie analoghe, depresse, di colore prima bruno poi nero, isolate o confluenti. Nella parte centrale delle lesioni compaiono piccoli cuscinetti neri (corpi fruttiferi) da cui con elevata umidità fuoriesce una mucillagine rosa contenente i conidi. Il patogeno si conserva sui semi e nei residui colturali e viene diffuso attraverso l acqua, gli insetti e le operazioni colturali; le infezioni sono favorite da piogge ed elevate umidità. DIFESA: è basata su misure di carattere preventivo (ampie rotazioni, impiego di seme sano o risanato con la concia) e sull applicazione di fungicidi (es. rameici). Botrite* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea ; Asc.). Fungo assai polifago, può colpire anche il cetriolo, specialmente a livello dei frutti, sia in campo sia dopo la raccolta, in presenza di condizioni ambientali con elevata umidità. Su tali organi si sviluppa, spesso a partire dalla porzione distale, un tipico feltro grigiastro costituito dalle fruttificazioni agamiche del fungo, mentre i tessuti assumono un colore bruno e vanno incontro a un rapido disfacimento. Sui tessuti colpiti possono anche svilupparsi gli sclerozi che assicurano la conservazione tal quale o dopo la produzione della forma sessuata (apoteci); il patogeno si conserva inoltre anche come micelio sui residui vegetali. DIFESA: è imperniata sulle misure di prevenzione (arieggiamento delle colture protette, irrigazioni controllate in modo da limitare i ristagni d acqua e le bagnature, pacciamatura, ecc.). Cancro gommoso** (Stagonosporiopsis cucurbitacearum, syn. Didymella bryoniae; Asc.). Particolarmente dannoso per il melone sia in serra che in pieno campo (a cui si rimanda), può colpire anche il cetriolo. I sintomi sono analoghi sulle diverse cucurbitacee: cancri e disseccamenti, con formazione sui tessuti colpiti di essudati gommosi rossastri. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 282 5/30/18 9:09 AM C g le m o ir S s s e a r p p C v r C tu m c tr s D m s M s e fr z v in r a u p s c fo v G s n

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini