SEZIONE G

G 284 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE M ampi limiti termici, con un optimum intorno ai 26 °C, per cui le infezioni sono comuni anche in ambiente protetto. DIFESA: pur risultando utile evitare il lussureggiamento vegetativo, è basata fondamentalmente sull applicazione di idonei fungicidi antioidici a partire dalla comparsa dei primi sintomi. I prodotti disponibili sono numerosi e vanno dal tradizionale zolfo (da utilizzare con cautela in ambiente protetto a causa del rischio di fitotossicità alle alte temperature) a meptyldinocap, triazoli, strobilurine, bupirimate, quinoxyfen, metafrenone, cyflufenamid, fluopyram 1 triadimenol (solo in coltura protetta), isopyrazam, olio di arancio dolce, COS-OGA (solo in coltura protetta). Da tenere presente l elevato rischio di sviluppo di resistenza da parte delle moderne s.a. mono-sito. r S a s la F s p V Sclerotinia* (Sclerotinia sclerotiorum; Asc.). Si tratta di un patogeno polifago che, oltre alle cucurbitacee compreso il cetriolo, attacca numerose specie erbacee. Sulle cucurbitacee attacca il fusto e i frutti. Sul primo, specialmente nella parte basale si manifestano lesioni di colore bruno, con successivi processi di marcescenza dei tessuti; sintomi analoghi interessano i frutti sulla pianta o durante la conservazione. Le parti colpite si ricoprono di un feltro miceliale biancastro, all interno del quale si sviluppano gli organi di conservazione (sclerozi), corpiccioli di colore inizialmente grigiastro in seguito nero, che consentono al patogeno di sopravvivere nel terreno per parecchi anni. Da questi, attraverso lo sviluppo diretto di micelio o la formazione di aschi e ascospore, l infezione viene trasmessa alle nuove piante, favorita da elevata umidità ambientale e temperatura inferiore a 20 °C. DIFESA: oltre che su pratiche agronomiche di prevenzione (arieggiamento degli ambienti protetti, eliminazione delle piante colpite, irrigazioni controllate), è basata sull applicazione di prodotti di sintesi (es. penthiopyrad) in post-trapianto o biologici (es. Coniothirium minitans, Trichoderma spp.) nel terreno prima dell impianto della coltura. i A c d te e T c c m R p fo a Tracheofusariosi** (Fusarium oxysporum; Asc.). Si tratta di una forma di F. oxysporum specializzata per il cetriolo, su cui determina danni e sintomi analoghi a quelli del melone, che portano a un rapido avvizzimento della pianta (®Melone); analogamente, la sua gestione è basata sulla resistenza genetica, varietale o da innesto. R c n g Tracheoverticilliosi** (Verticillium albo-atrum, V. dahliae; Asc.). Funghi polifagi pos- sono attaccare diverse cucurbitacee e, in particolare, melone, cetriolo e cocomero (®Melone). b Maculatura angolare** (Pseudomonas syringae pv. lacrimans; Gracilicutes). Causa sulle foglie macchie a contorno angolare, delimitate dalle nervature, dapprima idropiche poi brune, su cui in presenza di elevata umidità puo essere prodotto un essudato lattiginoso contenente le cellule batteriche; in seguito le macchie sviluppano un alone clorotico e necrotizzano, fessurandosi. Macchie idropiche, infossate, possono manifestarsi anche su fusti e frutti, talvolta accompagnate da cancri e marciumi molli. Le infezioni sono favorite da piogge e bagnature e avvengono attraverso stomi e ferite. Il patogeno si conserva attraverso il seme da cui infetta direttamente la pianta; inoltre può sopravvivere a lungo nei residui colturali. La malattia può colpire anche altre cucurbitacee, zucchino, zucca, melone. DIFESA: è imperniata su misure di carattere preventivo, impiego di seme sano o risanato, per esempio con immersione in soluzione acquosa di acido tartarico (33 g/l) a 50 °C, rotazioni di almeno due anni, aerazione degli ambienti protetti, distruzione dei residui colturali infetti. Inoltre possono essere utili trattamenti alle piante con prodotti rameici. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 284 5/30/18 9:09 AM i C fo l v g n C p D C c p g b

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini