Ciavardello

C Cicas (Cycas revoluta) Marciume molle* (Pectobacterium carotovorum subsp. carotovorum, syn. Erwinia ca- ni o a o o aa a a. e aehi o rno e eo a s. a. rotovora; Gracilicutes). un patogeno batterico di tipo opportunista, assai polifago. Sopravvive nei residui colturali infetti, anche di specie spontanee, e attacca le piante attraverso le ferite a partire dalle radici in presenza di elevate umidità ed è favorito da stati di indebolimento delle piante. Può attaccare anche i frutti, durante la raccolta e la lavorazione. Viene disseminato attraverso l acqua, il vento, gli attrezzi, gli animali. DIFESA: è basata su misure agronomiche di prevenzione come rotazioni con specie non suscettibili, concimazioni e irrigazioni controllate, aerazione degli ambienti protetti, protezione dalle ferite e su eventuali applicazioni di prodotti rameici in vegetazione. Virosi** (®Zucchino). Ciavardello (Sorbus torminalis) i Afidi** (Dysaphis sorbi, D. aucupariae; Rinc. Afid.). Infestano le foglie, causando la comparsa di accartocciamenti a tubo del lembo fogliare. Svernano allo stato di uovo durevole e sulla pianta svolgono la prima parte del ciclo per poi migrare, rispettivamente, su piante di Campanula sp. e di Plantago lanceolata. DIFESA: non necessaria o, eccezionalmente, ricorso al trattamento con aficidi (es. neonicotinoidi). Tingide del pero** (Stephanitis pyri; Rinc. Ting.). Infesta la pagina inferiore delle foglie causando la comparsa di numerose piccole depigmentazioni puntiformi e la imbratta con numerose goccioline escrementizie dall aspetto bituminoso. ®Pero per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: non necessaria. Rodilegno giallo*** (Zeuzera pyrina; Lepid. Coss.). Le larve (lunghe 5 cm, gialle con punti neri, capsula cefalica e placca toracica nere) scavano, nei rami, gallerie dal cui foro di uscita fuoriescono rosura in forma granulare e liquido linfatico. ®Pero per gli altri aspetti morfologici, la biologia e la difesa. Rodilegno rosso*** (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con capo e due macchie protoraciche neri, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, nel fusto, gallerie dal cui foro di uscita fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. m oa so a io e ie e. le e e li li G 285 G Cicas (Cycas revoluta) i Cimice verde** (Nezara viridula; Rinc. Pentat.). La cimice (di colore verde erba nella forma adulta) compie punture all apice delle foglie determinano la necrosi dei tessuti e l avvizzimento delle foglie in accrescimento o da poco distese. Nei casi di forte attacco viene ostacolato il rinnovo delle corone di foglie. ®Pomodoro per gli aspetti morfologici e biologici della cimice. DIFESA: intervento contro le forme giovanili con piretrine naturali attivate con piperonil-butossido, piretroidi, etofenprox. Cocciniglia bianca degli agrumi** (Aspidiotus nerii; Rinc. Diasp.). Infesta le foglie e perfino gli ovoli, causando deperimenti vegetativi. ®Limone per i caratteri morfologici. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. Cocciniglia bianca dell aspidistra* (Pinnaspis aspidistrae; Rinc. Diasp.). Ha femmine con corpo piriforme, giallo limone, un follicolo allungato, bruno uniforme con esuvie più chiare. Infesta le foglie causando ingiallimenti e deperimenti vegetativi. Svolge più generazioni all anno e sverna in differenti stadi di sviluppo. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 285 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini