SEZIONE G

G 290 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE a m p Piralide defogliatrice** (Udea ferrugalis; Lepid. Cramb.). Le larve (lunghe circa a c f 15 mm, verdi e con linea vascolare dorsale più scura) scheletrizzano le foglie. Compie 3-4 generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide nel suolo, entro una celletta terrosa. I danni più importanti sono quelli dell ultima generazione, le cui larve rimangono attive per tutto il mese di ottobre. DIFESA: intervento con piretroidi, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Piralide del mais** (Ostrinia nubilalis; Lepid. Cramb.). Le larve compiono danni alle piante dei trapianti di fine estate, sulle quali penetrano nelle coste fogliari. ®Mais per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretroidi (deltametrina). Tipule* (Tipula paludosa, T. italica, T. oleracea; Ditt. Tipul.). Le larve (molli, color grigio piombo, con una corona di processi dentiformi all estremità caudale vivono interrate e salgono a fior di terra per afferrare e divorare le foglie che toccano il terreno. Gli adulti (lunghi circa un paio di cm, con unghie ed esili zampe) sono volgarmente noti come zanzaroni degli orti per il vago aspetto di una grossa zanzara. Le femmine depongono le uova nel terreno, preferibilmente in quelli umidi. T. paludosa e T. italica compiono una generazione all anno, con voli in settembre-ottobre; T. oleracea è, invece, bivoltina, talora univoltina in alcuni ambienti, con voli in aprile-maggio o in autunno. DIFESA: intervento con piretroidi. Ragnetto rosso comune*** (Tetranychus urticae; Acar. Tetranich.). Determina rugginosità necrotica sulle foglie. ®Melanzana per gli aspetti morfologici e biologici dell acaro. DIFESA: intervento con gli acaricidi consentiti. Peronospora* (Bremia lactucae; Oomycota). Colpisce a livello fogliare diverse composite coltivate e spontanee, fra cui in particolare la lattuga. Su cicoria, peraltro, la scelta di fungicidi è più limitata (es. rameici, azoxystrobin, metalaxyl-M 1 rame). Alternariosi* (Alternaria cichorii; Asc.). Colpisce diverse composite (cicoria, lattuga, indivia). Vengono attaccate specialmente le foglie, in genere quelle più vecchie, su cui compaiono piccole macchie brune, di forma più o meno irregolare, che poi si sviluppano evidenziando una zonatura concentrica e necrosi centrale. Le macchie possono confluire e determinare il disseccamento della foglia. Sui tessuti colpiti si può sviluppare una efflorescenza grigiastra costituita dalle fruttificazioni agamiche del fungo. Il patogeno si conserva sui residui delle piante infette e sui semi. Le infezioni sono favorite da elevate umidità e temperature di 20-24 °C. DIFESA: è basata sull uso di seme sano o risanato (concia con fungicidi o acqua calda) e sull applicazione di fungicidi (es. rameici) in vegetazione a partire dalla comparsa dei primi sintomi. Antracnosi* (Microdochium panattonianum, syn. Marssonina panattoniana; Asc.). Oltre alle cicorie (e radicchi), colpisce lattuga e indivie. Si manifesta sulle foglie esterne con numerose piccole macchie circolari su entrambe le pagine, brune ai margini e gialle al centro, nonché sulle coste fogliari con tacche allungate grigie, a contorno scuro bruno-rossastro. Sulle macchie, in presenza di elevata umidità, si sviluppa una specie di patina bianca costituita dal micelio e dalle fruttificazioni conidiche (acervuli). I tessuti colpiti necrotizzano e si lacerano, per cui il lembo rimane perforato come da una impallinatura . Le foglie maggiormente colpite si deformano e, in presenza di elevata umidità, vanno soggette a marciumi fungini e batterici. Il patogeno si conserva sui residui colturali infetti e sui semi. Le infezioni, originate dai conidi, sono favorite da andamento climatico umido e fresco (temperatura ottimale intorno ai 20 °C). DIFESA: è imperniata su misure di prevenzione (impiego di seme sano o risanato con la concia, G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 290 5/30/18 9:09 AM C s c s d s n o M v ta s d d ta e v s s M R S R t e r tu p le s s d fu b M M c v G t M M

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini