Ciliegio

G 292 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ciliegio (Cerasus avium e Cerasus vulgaris) i C Afide nero*** (Myzus cerasi; Rinc. Afid.). L afide (di colore nero) infesta le foglie dei germogli causandone l accartocciamento e il disseccamento. Sverna con uova durevoli e dopo aver attaccato il ciliegio migra su ospiti secondari (Gaglium sp.) per poi ritornare in autunno sul ciliegio dove conclude il ciclo con la deposizione dell uovo durevole. DIFESA: intervento alla comparsa delle prime colonie con imidacloprid, acetamiprid, thiamethoxam, spirotetramat, azadiractina, pirimicarb, ecc. Anarsia** (Anarsia lineatella; Lepid. Gelech.). Le larve scavano una galleria alla base delle rosette fogliari e successivamente attaccano i germogli scavandovi una galleria discendente. ®Pesco per gli aspetti morfologici e biologici dell insetto. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, indoxacarb, spinosad. Bombice gallonato* (Malacosoma neustria; Lepid. Lasioc.). Le larve (lunghe fino a 5 cm, con il dorso percorso da una fascia longitudinale bianca affiancata da una banda rossa e con fianchi bluastri) divorano le foglie. Notevolmente polifaga e vivente abitualmente su querce, ha adulti che volano durante i mesi estivi (luglio e agosto). Le femmine depongono le uova formando manicotti intorno ai rametti. Le nascite avvengono all inizio della successiva primavera e, fino alla terza età, le larve vivono gregarie, formando nidi sericei, entro i quali si rifugiano di notte e durante condizioni di maltempo, mentre nelle età successive vivono isolate. DIFESA: intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kustaki e aizawai. Cerambicide dal collo rosso** (Aromia bungii; Col. Ceramb.). ®Pesco per i caratteri distintivi, gli aspetti biologici, i danni e i provvedimenti di difesa. Cetonia funesta* (Oxythyrea funesta; Col. Scarab.). Gli adulti (lunghi 10-13 mm, neri, con elitre macchiate di bianco e con il corsaletto interessato da 6 tacche bianche disposte su due file) frequentano i fiori, distruggendoli. Le larve (di tipo melolontoide, con zampe piccole e non adatte alla locomozione) si sviluppano nel terreno a spese di sostanze vegetali in disfacimento, nonché nello sfatticcio del legno danneggiato da processi di carie e che si accumula entro cavità del tronco di grossi alberi (tigli in particolare). Esse raggiungono la maturità in un paio di mesi, dopo due mute, e compiono la metamorfosi entro una compatta cella terrosa di forma sferoidale. Gli adulti si formano dopo 30-40 giorni, ma rimangono all interno delle loro celle per poi fuoriuscire in primavera. Il coleottero compie pertanto una sola generazione all anno. DIFESA: ricorso alla cattura degli adulti con la collocazione, sulle piante, di vaschette-trappola di colore bianco riempite con acqua. Cetonia pelosa* (Epicometis hirta; Col. Scarab.). Gli adulti sono simili a quelli di O. funesta, dai quali si distinguono essenzialmente per la mancanza di macchie bianche sul corsaletto. Gli aspetti biologici sono simili a quelli di Oxythyrea funesta, con la differenza che gli adulti che si formano in settembre fuoriescono dalle loro celle per breve tempo per poi rifugiarsi nel terreno e ricomparire nella successiva primavera. DIFESA: come per O. funesta. Cheimatobia*** (Operophtera brumata; Lepid. Geom.). Le larve, di colore verde, che si muovono inarcando il dorso, sono attive in primavera. Esse scheletrizzano le foglie e divorano porzioni dei giovani frutti. ®Albicocco per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kustaki e aizawai. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 292 5/30/18 9:09 AM p r L m c a C g fo n li d p in o e C c la m s a C r c p c C i m D E m s B E s d s b to n d

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini