SEZIONE G

C Ciliegio (Cerasus avium e Cerasus vulgaris) G 293 Cicadetta dei fruttiferi* (Cicadetta brullei; Rinc. Cicad.). Le femmine, in luglio, de- ei li ae. d, pongono le uova entro serie lineari di piccole incisioni praticate con l ovopositore nei rametti, formando ferite dalle quali fuoriesce un caratteristico ciuffo di fibre legnose. Le uova si schiudono nel volgere di un mese e le forme giovanili si sviluppano probabilmente a spese delle radici di piante attualmente sconosciute. DIFESA: non necessaria con l eventuale ricorso ad un trattamento con sali di rame per impedire l ingresso di agenti patogeni attraverso le ferite di ovodeposizione. e a r- Cimicetta del mandorlo*** (Monosteira unicostata; Rinc. Ting.). Gli adulti (cimicette lun- a a lmo ro, e ri i, on os). ao a. uo O. e fe A: e e i. ghe 2,5 mm, di colore isabellino chiaro con una macchia sfumata scura sulle elitre) e le forme giovanili vivono sulla pagina inferiore delle foglie e con le loro punture determinano la comparsa di punteggiature clorotiche, mentre le loro deiezioni formano macchioline dall aspetto bituminoso. In caso di forte infestazione si assiste alla precoce caduta delle foglie e all emissione di nuova vegetazione in autunno, accompagnata talora dall apertura di qualche fiore. Compie 3 generazioni all anno nelle regioni meridionali e solo 2 in quelle settentrionali, con svernamento da parte degli adulti nascosti sotto la corteccia o riparati nel suolo sotto la lettiera di foglie secche. DIFESA: ricorso a trattamenti con etofenprox, piretro naturale e sospensioni del fungo antagonista Beauveria bassiana. Cocciniglia a virgola dei fruttiferi** (Mytilococcus ulmi; Rinc. Diasp.). facilmente ri- conoscibile per gli scudetti mitiliformi localizzati sui rami. Sverna con uova accumulate sotto il follicolo materno. Le nascite delle neanidi avvengono alla fine di aprile. A metà luglio le nuove femmine depongono le uova della seconda generazione. Queste si schiudono in luglio e in settembre le femmine mature depongono le uova destinate allo svernamento. DIFESA: trattamento a nascita neanidi, olio bianco, spirotetramat. G Cocciniglia bianca del gelso*** (Pseudaulacaspis pentagona; Rinc. Diasp.). Infesta i rami e i frutti, causando il deperimento e il disseccamento dei primi e il deprezzamento commerciale delle drupe per le macchie rosse che si formano in corrispondenza dei punti di insediamento delle neanidi. ®Pesco per gli aspetti morfologici e biologici della cocciniglia. DIFESA: intervento con spirotetramat, olio bianco alla nascita delle neanidi. Cocciniglia di S. José*** (Quadraspidiotus perniciosus; Rinc. Diasp.). Infesta i rami e i frutti, causando il deperimento e il disseccamento dei primi e il deprezzamento commerciale delle drupe. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici della cocciniglia: DIFESA: intervento come indicato contro la Cocciniglia bianca del Gelso. Eulia** (Argyrotaenia ljungiana; Lepid. Tortr.). Le larve (verdognole e con il capo del medesimo colore) compiono erosioni sui frutti in maturazione. ®Melo per le caratteristiche morfologiche e per gli aspetti biologici del lepidottero. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki alla comparsa dell infestazione larvale. Euprottide* (Euproctis chrysorrhoea; Lepid. Limantr.). Le larve (35 mm di lunghezza a sviluppo completo, brune, screziate di giallo, con ciuffi di peli giallo-ruggine e gialli e due tubercoli rossi sui segmenti VI e VII) compiono erosioni fogliari, riuscendo talora a scheletrizzare la vegetazione di piante che vegetano in collina, in prossimità di macchie boschive. Gli adulti (30-40 mm di apertura alare, con ali bianche, un ciuffo di peli sul torace e l estremità dell addome bruno) volano da fine giugno a metà luglio. Le femmine formano, sulla pagina inferiore delle foglie, ovoplacche di forma allungata, feltrose, di colore bruno ruggine. Le larve nascono intorno alla metà di luglio e vivono inizial- G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 293 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini