SEZIONE G

G 294 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE mente gregarie, compiendo erosioni sulla pagina inferiore delle foglie, rispettando le nervature e l epidermide opposta. Esse svernano all interno di un nido costruito con foglie secche avvolte da una tela sericea per poi riprendere l attività nella primavera successiva, costruendo un nido di maggiori dimensioni. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki alla comparsa dell infestazione larvale. e m g c Falene defogliatrici* (Lycia hirtaria, Erannis defoliaria; Lepid. Geom.). Le larve (bru- i tr tr la ( li no-rossicce con sottili linee longitudinali nerastre, strie trasversali gialle e aree stigmatiche gialle per L. hyrtaria; bruno-rossastre con macchie dorsali rosso-vinose e strisce laterali gialle per E. defoliaria) sono attive all inizio della primavera, compiendo erosioni fogliari e riuscendo talora a scheletrizzare l intera vegetazione. Gli adulti della prima specie volano dal mese di marzo all inizio di maggio, mentre le larve sono attive in maggio-giugno per poi incrisalidarsi nel terreno; quelli di E. defoliaria volano all inizio dell inverno e le femmine fecondate depongono le uova in gruppetti, incollandole ai rami. Le larve nascono all inizio della primavera e, raggiunta la maturità dopo circa un mese di attività trofica, si incrisalidano nel terreno. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki alla comparsa dell infestazione larvale. Ifantria* (Hyphantria cunea; Lepid. Arct.). Le larve compiono scheletrizzazioni foglia- ri, avvolgendo con tele sericee la vegetazione all apice dei rami. ®Gelso per gli aspetti morfologici e biologici del lepidottero. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa delle infestazioni larvali. Limacina* (Caliroa cerasi; Imen. Tentred.). Le larve divorano il parenchima delle fo- glie rispettando le nervature di ogni ordine. ®Pero per gli aspetti morfologici e biologici dell insetto. DIFESA: intervento sulle piante in vivaio o in allevamento con piretro, imidacloprid. Limantria* (Lymantria dispar ; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosioni fogliari. Gli attacchi interessano quasi esclusivamente i ciliegi ubicati in aree collinari e in vicinanza di macchie boschive. ®Quercia per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa dell infestazione larvale. Lionezia* (Lyonetia clerckella; Lepid. Lionez.). La larva forma una lunga mina fogliare serpentiforme. Il microlepidottero compie 3-4 generazioni all anno e sverna con adulti in diapausa riparati sulla pianta o in altri ricoveri. DIFESA: non giustificata. Litocollete delle drupacee* (Phyllonorycter malellus, Ph. cerasicolellus; Lepid. Gra- cill.). La larva forma una mina ovale-allungata (pticonomio) con sollevamento della corrispondente porzione di epidermide della pagina inferiore. I due microlepidotteri compiono fino a 4 generazioni all anno e svernano come larva nelle foglie minate cadute a terra. DIFESA: non giustificata. Mosca*** (Rhagoletis cerasi; Ditt. Tefrit.). La larva scava una galleria intorno al noccio- lo, causando la completa perdita del valore commerciale della drupa per la produzione destinata al consumo fresco o per quella di ciliegie da porre sotto alcol. Il dittero sverna con pupari interrati a poca profondità. Il volo degli adulti avviene in primavera, condizionato dall andamento stagionale e influenzato dalla natura e dall esposizione del terreno. La femmina depone un uovo per drupa quando questa si trova nella fase dell invaiatura (cambiamento di colore dal verde intenso al giallognolo). La larva completa lo sviluppo in 10-30 giorni per poi abbandonare la drupa, lasciarsi cadere al suolo G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 294 5/30/18 9:09 AM M R c n lo R s n g S b v a te p D S 1 c v c g e m d in b d d T v fo c a p r

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini