SEZIONE G

e n a - uae oa n o ai n s ati s ooo, li a o e. e ti aa ri u- ooo a, e e mo C Ciliegio (Cerasus avium e Cerasus vulgaris) G 295 e impuparsi a poca profondità. DIFESA: intervento all invaiatura con dimetoato, thiamethoxam, acetamiprid, phosmet, spinosad-esca, etofenprox o irrorazione, a grosse gocce e su porzioni della parte soleggiata della chioma, di esche poteiche avvelenate con etofenprox o piretroidi. Moscerino asiatico della frutta*** (Drosophila suzukii; Ditt. Drosof.). ®Albicocco per i caratteri del Moscerino e gli aspetti biologici. DIFESA: monitoraggio con bottiglietrappole innescate con aceto di mela 1 zucchero di canna oppure monitoraggio con trappole specifiche con specifico attrattivo; con catture di adulti in prossimità della maturazione, intervento con acetamiprid (formulazione SL), cyazypyr, dimetoathe (a dose ridotta di 37,5 ml/hl) o sfruttamento dell attività di etofenprox e phosmet utilizzati contro Rhagoletis cerasi. Recurvaria*** (Recurvaria nanella; Lepid. Gelech.). Alla ripresa vegetativa, le larve che hanno svernato attaccano le foglie dei germogli, unendole per formare falsi nidi e nell interno dei suddetti compiono erosioni fogliari. ®Albicocco per i caratteri morfologici e la biologia. DIFESA: in genere non necessaria. Rodilegno rosso*** (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve (lunghe 9-10 cm a completo sviluppo, di colore rosso vinoso, con capo e due macchie protoraciche neri) scavano, nel fusto, gallerie dal cui foro di uscita fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. G Sigaraio della vite* (Byctiscus betulae; Col. Attel.). Gli adulti (generalmente di colore blu, lunghi 4,5-7 mm) fabbricano, unendo alcune foglie, un sigaro all interno del quale vengono deposte le uova, per poi inciderne il picciolo. Le larve completano lo sviluppo a spese dei tessuti del sigaro avvizzito, rimasto sulla pianta o caduto nel frattempo a terra, per poi abbandonarlo e compiere la metamorfosi nel terreno. I nuovi adulti compaiono in agosto, ma rimangono in genere in diapausa fino alla primavera successiva. DIFESA: non giustificata. Scolitide** (Scolytus rugulosus; Col. Scol.). Gli adulti (di colore bruno scuro, lunghi 1,8-2,7 mm) si alimentano compiendo fori alla base dei dardi e delle rosette fogliari causando emissioni di gomma e il disseccamento delle foglie e dei dardi; le larve scavano invece gallerie sottocorticali nei rami di piante deperite per la siccità o per altre cause. I rami infestati dallo scolitide appaiono crivellati di piccoli fori con emissione di gomma. Compie 2 generazioni all anno, con sciamatura degli adulti in maggio-giugno e in agosto-settembre, mentre l inverno viene trascorso allo stato larvale. Raggiunta la maturità sessuale le femmine scavano una galleria materna longitudinale, nel senso delle fibre, lungo le pareti della quale depone le uova. Le larve scavano invece gallerie individuali che si dipartono da quella materna. DIFESA: mantenimento delle piante in buone condizioni vegetative onde evitare situazioni di stress favorevoli agli attacchi dello scolitide ed eliminazione dei rami deperiti e di quelli che albergano le covate dell insetto. Tignola dei fiori** (Argyresthia pruniella 5 ephippella; Lepid. Argir.). Le larve (giallo- verdastre, con capo bruno, lunghe circa 10 mm) distruggono i fiori e le drupe appena formate. Gli adulti volano a fine estate e depongono uova fusiformi sotto le squame corticali dei rami a frutto. Le larve nascono in primavera, molto precocemente, e dopo aver distrutto i fiori e i giovani frutti si calano al suolo, appese ad un filo sericeo, per poi imbozzolarsi nel terreno, a poca profondità. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa dell infestazione larvale. G02_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 295 5/30/18 9:09 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini